Che il giornalismo oggi sia ridotto a chi riesce ad essere più servile fra i servi e che sia ridotto solo a lodare e magnificare il potere mentre l'Italia vive la sua stagione più difficile è oramai risaputo da tutti.
( un momento delle tante proteste in atto in Calabria da parte degli agricoltori e di altri settori economici in ginocchio per l'aumento dei prezzi )
Un mestiere che ha perso il suo smalto e che non è più il megafono della libertà e il cane da guardia della democrazia ma solo uno stuolo di giornalisti ben pagati dai loro padroni e mantenuti da editori che acquistano e gestiscono giornali per compiacere il loro padrini politici e avere lauti finanziamenti in altre attività, considerando che gli editori puri sono oramai merce rara.
E nel degrado del lecchinaggio più spudorato e del servilismo più acceso ci si dimentica di dare spazio a chi davvero lotta per la sopravvivenza e chi scende in Piazza in una Italia dove tutto procede a gonfie vele per i falsari della verità mentre nei fatti si vive la crisi economica più devastante dal dopoguerra ad oggi.
Ne è un lampante ed eloquente esempio il totale esempio del silenzio assordante dei mass - media nazionali sui tanti giorni di lotta che agricoltori, camionisti e tanti altri settori dell'economia stanno conducendo in Calabria da giorni bloccando strade, occupando piazze e tanto altro.
Ma il nascondere e il tacere rispetto a movimenti popolari alimenta ancor più la rabbia di chi, lavorando giorno e notte, non riesce più a sopravvivere dignitosamente.
Non tutti sono giornalisti di una certa età pagati milioni di euro dalla Rai, non tutti sono parlamentari e non tutti sono figli, parenti, amanti e congiunti della casta privilegiata dei politici che con tutti i loro privilegi e le loro immensa ricchezze e stipnedi di oltre 1.000 euro al giorno non possono certo comprendere o capire cosa significhi lavorare e cosa significhi lavorare ed essere anche al verde.
Oramai siamo come la Francia della Regine Maria Antonietta quando a chi gli disse che il popolo era alla fame e non aveva più pane rispose "allora date al popolo le Briosche".
Purtroppo non siamo in Francia dove il popolo è sempre pronto a scendere in Piazza per far valere le proprie ragioni.
Ma tacere su proteste popolari e importanti non è una buona lezione di giornalismo e non è in alcun modo buon giornalismo.
Redazione
