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Con la progressiva scomparsa del ceto medio l'Italia continua a divenire un Paese sempre più simile ai Paesi dell'America Latina, divisi fra un manipolo di ricchissimi e una marea di poverissimi.

( nella foto in apertura una fila ben numerosa ad una mensa per i poveri )

Fra pensionati da 540 euro al mese, fra giovani precari e con sei milioni di italiani che hanno persino rinunciato a curarsi Il Paese Italia sembra aver imboccato una strada preoccupante nonostante le continua bugie del Governo e dei suoi lacchè che annunciano ogni giorno un paese che cresce, ricco, felice e solidissimo.

Una informazione pilotata tipica anch'essa dei Paesi a democrazia limitata come tanti nel Mondo.

Ma la tecnica del Pifferaio Magico che con il suo piffero porta i topolini felici e contenti verso il precipizio è sempre valida in tutte le epoche della storia.

Ed oggi i pifferai magici sono in tanti. Pifferai che continuano a magnificare un Paese che in realtà continua a perdere le sue industrie, che non produce più nulla, che smantella tutto.

Basti pensare all'industria delle auto, praticamente oramai azzerata.

Un Paese che perde i suoi giovani che partono per l'estero, che è sempre più vecchio e che rinuncia alla nascita dei bimbi.

Un Paese che conta ben 18.000.000 di pensionati per un totale di ben 23.015.011 erogazioni pensionistiche ( la differenza si spiega con il fatto che in molti accumulano  due o più pensioni).

E anche nelle pensioni si assiste alle pensioni da fame, circa 540 euro al mese per circa 6.000.000 di pensionati e poi circa 450.000 pensionati che percepiscono più di 5.000 euro mensili e fra questi ex parlamentari, boiardi di Stato e privilegiati vari che conteggiano più pensioni fino a oltre 1000 euro al giorno.

Altro che i poveri straccioni da 540 euro al mese.

Divari stratosferici fra pochi ricchissimi e tanti poverissimi.

E non parliamo dei giovani di oggi che molto probabilmente con una vita da precari rischiano di non avere mai alcuna pensione. 

Una spesa pensionistica che oramai ha superato quello che l'INPS incassa dai lavoratori che versano i contributi.

I 26.000.000 di italiani che lavorano, fra precari e stipendi da fame, versano di meno di quanto l'INPS paga per i pensionati.

Ed ogni anno che passa tale divario aumenta.

Chissà se un giorno, quando l'INPS, dichiarerà bancarotta gli italiani si ribelleranno alla classe politica che continua ad affamarli.

Probabilmente non si ribellerà nessuno. Anzi,

Più la povertà aumenta e più aumenta il servilismo verso il potere.

Un paese destinato ad un futuro sempre più incerto.

Un Paese in declino che morirà sulla corruzione e sulla perdita di ogni valore, dell'etica e della morale.

Una strada che appare ad oggi senza ritorno.

Redazione

 

 

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