In un Paese nel quale le prestazioni pensionistiche erogate dall'INPS sono 22.919.888 a 16.230.157 pensionati ( per alcuni 2 o più pensioni) e nel quale i lavoratori che pagano i contributi sono 24.200.000 con contributi spesso molto esigui e in un Paese che spende per le pensioni di più di quanto versano i lavoratori il pensionamento sarà un vero dramma e si prospetta per la pensione che oggi è fissata a 67 anni un passaggio fra qualche anno a 70 anni.
Ovviamente i politici cialtroni, la gran parte, dicono il contrario e promettono riforme e modifiche ma la dura realtà sarà la pensione a 70 anni e forse fra qualche decennio il fallimento dell'INPS.
Per i giovani un futuro nebuloso.
Ma nonostante tutto ciò il popolo italico tace e non protesta.
E per la categoria dei docenti, circa 900.000, che oggi vanno in pensione a 67 anni, l'età più alta dell'intero pianeta, arrivare a 70 è letteralmente un suicidio.
Solo in Italia si può pensare di poter gestire una classe di giovani alunni a 70 anni.
Ma in Italia, pases decadente e avviato alla rovina è possibile questo e altro.
Rimanendo alla classe docente basti pensare che l'Anief, sindacato scolastico, ha calcolato che oggi in Italia i docenti con almeno 50 anni di età anagrafica sono ormai oltre 480mila: il numero deriva dai 685.000 posti di insegnamento su cattedra comune e agli oltre 220.000 di sostegno agli alunni con disabilità.
“Quella di svecchiare il comparto scuola è una richiesta che portiamo avanti da tempo e - commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - occorre approvare interventi a favore degli insegnanti sempre più sottoposti alle patologie da burnout e introdurre per i dipendenti della scuola lo stesso trattamento dei lavoratori delle forze armate, dove si lascia il lavoro a 60 anni, considerando che è ormai scientificamente provato che lavorare nella scuola è iper-stressante e comporta sempre più burnout professionale. La verità è che i docenti devono avere la possibilità di lasciare il lavoro anticipatamente, senza un euro di decurtazione sull’assegno di pensione, quindi attorno ai 60-62 anni anziché agli attuali 67. Ciò permetterebbe sia di ridurre costi sociali, sia di svecchiare il corpo docente dei nostri alunni ormai più vecchio del mondo".
Un precariato a vita, stipendi da fame, perdita di ruolo sociale, rischi di incolumità nelle classi, continue aggressioni, nessuna difesa considerando che tutto ciò che accade nella scuola è oramai sempre colpa dei docenti e tanto, tanto altro.
In un contesto così difficile pensare di dover giungere a 70 anni per la pensione è pura follia.
Ma aver massacrato la scuola, aver distrutto i docenti, aver diffuso l'ignoranza di massa è il sogno di qualsiasi regime politico autoritario e anche di quei regimi che si dicono democratici ma che nei fatti trasformano la società da democratica ad autoritaria senza che il popolo lo percepisca.
E per fare ciò serva un popolo sempre più ignorante.
Esattamente quello che accade negli ultimi anni.
Redazione
