Nella centralissima Via Fabio Massimo in Prati da tempo si consuma una vera e propria disfida anche su carta bollata con l'obiettivo di demolire i dehors che caratterizzano una strada ad alta densità turistica per fare spazio addirittura ai parcheggi e alle auto quando in tantissime città d'Italia e nella stessa Roma non si lesina certamente la continua pedonalizzazione di strade soprattutto nei centri storici e si vieta l'uso e il transito delle autovetture.
( nella foto in apertura alcuni Dehors in Via fabio massimo - Prati - Roma )
Ma a parte il discorso dei parcheggi quello che più andrebbe preso in considerazione è il danno patrimoniale che tantissime attività dedite alla ristorazione subiranno in seguito alla perdita dei coperti allestiti nei dehors.
Con la inevitabile conseguenza della perdita di numerosissimi posti di lavoro e la chiusura di tante attività che con i pochissimi coperti a disposizione nei locali spesso di piccole dimensioni e con canone di locazione altissimi non potranno certamente contenere i costi e andare a pareggio dopo aver perso con lo smantellamento dei dehors almeno due terzi del numero complessivo dei coperti.
E' ovvio che non vi è nulla da poter ridire per i casi di morosità nel pagamento delle tariffe di occupazione di suolo pubblico ma per coloro i quali sono in regola con il pagamento del suolo pubblico occupato dovrebbe essere posto in primo piano il risvolto occupazionale soprattutto in un momento di crisi lavorativa come quello vissuto in questi tempi.
Sul piano estetico si potrebbe pensare a dei dehors con alcune caratteristiche simili per tutti utilizzando emblemi che potrebbero fare riferimento a Via Fabio Massimo o a simbologie tipiche della Città Eterna, magari creando anche un effetto di bellezza ed attrazione turistica.
Si potrebbe conciliare l'esigenza di preservare l'occupazione di tante maestranze tipiche del settore della ristorazione dei Bar e dei ristoranti di Via Fabio Massimo e di rendere più scorrevole una via che viene considerata "Strada di alto scorrimento" nonostante la presenza di ben tre incroci nessuno dei quali munito di semaforo ed una lunghezza complessiva intorno ai 450 - 500 certamente non rilevante.
Caratterizzazione che la differisce da strade molto più lunghe sempre in Prati dove invece la presenza dei Dehors dei quali alcuni di notevole dimensione non hanno mai provocato polemica alcuna, creando fattori discriminanti fra gli stessi esercizi di ristorazione fra chi potrà offrire un elevato numero di coperti potendo mantenere il proprio dehors e chi, invece, sarà costretto a subire un forte decremento con conseguente licenziamento delle maestranze e anche in alcuni casi con la conseguente chiusura dell'attività con attività costrette a chiudere che esercitano da anni ed anni.
Con un'apertura al dialogo fra le parti, con uno studio ponderato sulle misure dei dehors, con un ragionamento che ne esalti anche la funzione estetica e di bellezza si potrebbe ritrovare un punto d'incontro soprattutto per evitare la perdita dei posti di lavoro.
I ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato non hanno sortito nulla se non l'obiettivo di posticipare la risoluzione del problema.
L'obiettivo comprensibile del Primo Municipio che punta a liberare spazio pubblico e parcheggi non può essere considerato superiore al diritto scrosanto al lavoro in una Repubblica nella quale il Primo Articolo della Costituzione, primo comma, recita che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Nessuno può sminuire l'importanza dei parcheggi per i residenti che sono poi quelli che voteranno alle prossime amministrative di maggio 2027 e che quindi rappresentano per i consiglieri comunali un prezioso segmento elettorale ma nessuno può neanche sminuire la sofferenza di quelle famiglie e quei bambini i cui genitori perderanno il loro lavoro.
A tal punto, superando con buona volontà le troppo spigolose normative, sarebbe necessario e saggio riaprire un dialogo conciliante fra le parti per trovare delle soluzioni che possano conciliare l'esigenza di una strada maggiormente percorribile, dei residenti con una maggiore regolamentazione fra parcheggi e soste spesso irregolari e la permanenza o la sostituzioni dei dehors attuali con dehors più idonei a soddisfare le giuste rivendicazioni dei residenti e dei commercianti.
La demolizione forzata dei dehors per come è già avvenuto per alcuni di questi rappresenterà per i locali di bar e ristorazione una gravissima perdita economica in un momento non brillante dell'economia romana e nazionale.
Una inversione di marcia con l'apertura di un dialogo fra le parti potrebbe riconsiderare la problematica e trovare una via di mezzo che possa accontentare tutti compreso i residenti.
Se vi fosse la volontà comune certamente si potrebbe individuare la giuste soluzioni.
Redazione
