( nella foto in apertura i tre deputati di Futuro Nazionale, Rossano sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo, dinanzi Montecitorio )
“Avanguardisti e futuristi”. Fieri della loro “imboscata” agli ex compagni della Lega. Annientati e sconfitti, a sentir loro, come il generale romano Varo nella battaglia di Teutoburgo.
I deputati vannacciani, alla prima scorribanda nella dialettica parlamentare, danno fiato alle trombe.
Arditi, dannunziani. Rossano Sasso ed Edoardo Ziello si vestono da bardi per cantarsele e suonarsele.
Qui si fa la storia: Montecitorio o morte. Loro due, assieme all’ex fratello d’Italia Emanuele Pozzolo, sono i tre incursori reclutati dal generale Vannacci a Montecitorio.
Ormai si muovono a un sol passo: nel Transatlantico, alla buvette, in cortile per una sigaretta. Intruppati.
Stamattina seduti assieme nell’emiciclo, inquadrati dalle telecamere del circuito interno. Ziello e Sasso in giacca e cravatta, Pozzolo senza.
Parla Ziello, dopo che il ministro Guido Crosetto ha chiesto l’apposizione della fiducia al decreto Ucraina per l’invio delle armi a Kiev.
Nessuna pietà per il segretario leghista, tramandato come un mediocre sconfitto: “Il ministro Salvini è incoerente- dice- schiacciato dalle sue contraddizioni.
Così si è infilato in una terribile imboscata, ancora più grave di quella che subì Varo a Teutoburgo”.
Correva l’anno 9: Publio Quintilio Varo, politico e generale romano, fu clamorosamente sconfitto da una coalizione di tribù germaniche nella battaglia della foresta di Teutoburgo, una delle più gravi disfatte subite dai romani, che li spinse infine a rinunciare a ogni ulteriore conquista nella Germania.
Dopo la battaglia dell’emiciclo, i tre si ritrovano fuori dalla Camera, in piazza.
Srotolano uno striscione: “Stop soldi per Zelensky. Più sicurezza per gli italiani”.
La loro iniziativa ha un’ispirazione chiara: “Bisogna far prevalere l’approccio diplomatico, non bellico- sottolinea Ziello- come sta facendo il presidente Trump”.
Sensibilità a stelle e strisce, col retrogusto russo, a sentir Sasso: “La pace conseguita oggi offrirà delle condizioni migliori rispetto alla pace conseguita tra uno, due, tre, cinque o dieci anni”.
Cade qualche goccia di pioggia. “Primo punto stampa bagnato, primo punto stampa fortunato”, scherza Sasso.
Ziello insiste con la storia: “Abbiamo fatto cadere la Lega in una grande imboscata, peggio di quella di Varo a Teutoburgo”.
Sasso, sollecitato, detta le priorità dell’agenda vannacciana: “Remigrazione, sicurezza e famiglia”.
Qualcuno obietta che tre deputati son pochi, il progetto forse non è attrattivo? “Noi siamo avanguardisti e futuristi, la nostra non è un’operazione di palazzo, non abbiamo poltrone da offrire, ma solo coerenza”.
Rivela che “molto presto” Vannacci verrà a Roma per mettere la faccia sull’operazione Futuro Nazionale.
Intanto, sul voto di fiducia sarà il generale a dettare la linea: “Lo sentiremo domani e decideremo”, spiega Ziello.
La missione è finita.
I tre deputati fanno per rientrare alla Camera. C’è il tempo di un’ultima domanda a Pozzolo.
Onorevole, ma proprio lei scrive un emendamento contro le armi? Sorride: “Vabbè…ciao”.
