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"A Hammamet, ogni anno, la memoria non è solo ricordo e non è nostalgia. È un punto di incontro tra passato e futuro, in un dialogo che continua a parlarci della Storia, a interrogarci sul presente e a indicarci una rotta per il domani”. 

( nella foto in apertura il Ministro Guido Crosetto ad Hammamet depone dei fiori in onore e memoria di Bettino Craxi )


Così, Nicola Carnovale, Direttore generale della Fondazione Craxi, a conclusione degli eventi della mattina a Hammamet promossi dalla Fondazione titolata al leader socialista nel 26°anniversario della sua scomparsa


“Le celebrazioni in terra tunisina – spiega Carnovale – sono ormai un rito laico che cresce ogni anno, perché qui la memoria incontra il presente.

Non parlano soltanto di Craxi, ma del nostro tempo, un tempo in cui la sua visione politica è più che mai viva.

La frase che abbiamo fatto incidere sulla stele, tratta da un manoscritto degli anni tunisini, “La Tunisia è un paese amico una seconda patria e l’esilio è meno doloroso. L’Italia da qui mi sembra più vicina”, non esprime solo la nostalgia per la distanza da nostro Paese, il legame con questa terra, ma racchiude l’idea di un Mediterraneo che non divide ma unisce.

E oggi, in un mondo attraversato da crisi globali e regionali, da migrazioni senza risposte adeguate e da un divario Nord‑Sud sempre più pesante, parlare di dialogo, cooperazione e sviluppo equo in quest’area del mondo significa parlare di Craxi, usare la sua lingua, attingere alle sue intuizioni che sono necessità dell’oggi e del domani.

Ecco perché, davanti a questo mare, non celebriamo soltanto un uomo ma una visione che continua a illuminare il nostro tempo e che ci invita ancora a immaginare una politica fondata su coraggio, responsabilità e passione”.

“Il ringraziamento – conclude Carnovale – va a tutte le persone che ogni anno scelgono di essere qui, condividendo con noi questo rito di memoria e visione, soprattutto ai tanti ragazzi che, a proprie spese raggiungono Hammamet per vivere la storia, per avvicinarsi a una politica che ha saputo guardare lontano e assumersi responsabilità difficili e parlare il linguaggio della verità.

Come la nostra gratitudine va alle autorità tunisine, dal Delegato del Comune di Hammamet alla Governatrice di Nabeul, la cui collaborazione è stata preziosa e cordiale.

E, infine, ma non per ultimo al Ministro Guido Crosetto, non solo per una presenza ma per le sue parole cariche di significato scritte sul libro firme”.

Redazione

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