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Nell'ambito dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario il Presidente della Corte d'Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, ha lanciato l'allarme con grande chiarezza.

 
( nella foto in apertura un momento dell'Inaugurazione del nuovo anno giudiziario con al centro il Presidente della Corte d'Appello, dott. Giuseppe Meliadò )
 
Ha affermato che “Le recenti indagini confermano che Roma è sotto assedio a causa del traffico di droga".
 
E nonostante l'aumento dei reati, il numero dei magistrati è sempre più esiguo, determinando un carico di lavoro per ogni magistrato che rischia di divenire ingestibile.
 
E, in un simile contesto, aumentano vorticosamente i reati legati al mondo della droga.
 
Oramai Roma può essere considerata il più grande "hub" del Paese.
 
Solo nel 2024 sono stati sequestrati a Roma ben 860 Kg. di cocaina, per come ha sottolineato nel suo intervento il Procuratore Generale della Corte d'Appello, Giuseppe Amato.
 
Le tante piazze di spaccio sono sempre più floride e la cocaina e il Crack si vendono a fiumi.
 
Le piazze di spaccio di Tor Bella Monaca, Quarticciolo, Quadraro, Cinecittà, Tuscolano, Laurentino 38, Giardinetti, Primavalle e Casalotti ( quelle più conosciute) sono gestite dalle mafie "tradizionali" per come detto nella relazione dei giudici, 'ndrangheta, camorra e cosa nostra.
 
Nel 2025 sono state avviate ben 134 filoni d'indagine per "associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti" con un totale di ben 950 indagati con l'aumento di oltre il 10% rispetto ai dati del 2024.
 
E possono considerarsi solo una piccola parte dell'enorme giro che coinvolge un mercato che oramai ha assunto dimensioni gigantesche.
 
Si calcola che almeno 400.000 siano a Roma gli assuntori abituali di droghe e, soprattutto, di cocaina che rimane la più ambita e ricercata.
 
Del resto suscitò ampio clamore quando con alcune apposite analisi si scoprì che in alcuni quartieri romani la cocaina si respirava addirittura nell'aria, con presenza di cocaina ogni metro cubo d'aria.
 
Fenomeno rarissimo che dimostra come nella Città Eterna il dramma della tossicodipendenza sia enormemente sottovalutato.
 
E lo stesso Procuratore Generale della Corte d'Appello di Roma, Giuseppe Amato, ha sottolineato che  "da qualche tempo la piaga della tossicodipendenza sembra rimossa dalla discussione pubblica. Vi è finanche indulgenza anche nei confronti dell'assunzione di pericolose sostanze chimiche sempre più diffuse fra i giovani".
 
E, infatti, tanti i giovani e giovanissimi che facendo uso di droghe sintetiche rischiano di procurarsi danni psichici e cerebrali permanenti.
 
Un rischio gravissimo che non può e non deve essere sottovalutato.
 
E anche l'aumento dei reati di violenza fra i giovani è da relazionare all'uso smodato di droghe sintetiche che determinano comportamenti violenti e pericolosi.
 
Necessita, quindi, una nuova coscienza collettiva sul dramma delle tossicodipendenze con una maggiore incisività sulla prevenzione e sulla cultura giovanile contro l'abuso di sostanze.
 
La sola repressione non basta.
 
E' ora di cambiare registro se si vuole evitare un fenomeno che soprattutto nei giovanissimi rischia di trasformarsi in una vera e propria epidemia.
 
Redazione
 
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