Nei saloni dell’Hotel Building di Roma si è svolto il convegno organizzato da "Meritocrazia Italia", dedicato al ruolo del merito come fondamento di un Paese moderno e competitivo.
( nella foto in apertura l'Avv. Emanuela Fancelli durante il suo intervento )
Nel corso dell’iniziativa è intervenuta l’Avv. Emanuela Fancelli, vicepresidente dell’associazione culturale Stati Uniti d’Italia, fondata dall’On. Manuel Vescovi, anche Presidente dell’associazione , che ha proposto una riflessione ampia e articolata sul significato profondo della meritocrazia nel contesto attuale.
Aprendo il suo intervento, l’Avv. Fancelli ha richiamato l’identità della realtà che rappresenta:
«L’Associazione culturale Stati Uniti d’Italia nasce per costruire un Paese moderno, dove tradizione e innovazione si coniugano perfettamente.
È un’associazione che crede profondamente nella meritocrazia come leva di crescita e di emancipazione sociale».
Nel cuore del suo contributo, l’avvocato ha sottolineato come il merito non possa essere ridotto a un semplice riconoscimento finale:
«Il merito non è una medaglia da consegnare: è un terreno da preparare.»
Da qui una riflessione sulla necessità di un cambio culturale profondo:
«Non c’è meritocrazia quando i talenti restano invisibili, quando le competenze non vengono ascoltate.»
«Un’impresa che non vede i suoi talenti li perde. E quando perde i suoi talenti, perde il proprio futuro.»
Una dinamica che, secondo il Vicepresidente di Stati Uniti d’Italia, riguarda anche le istituzioni:
«Non riconoscere il talento significa disperdere potenzialità, alimentare sfiducia, impoverire la competitività dell’Italia.»
L’Avv. Fancelli ha, inoltre, richiamato la necessità di creare basi concrete per far emergere il merito:
«Serve creare condizioni reali in cui il merito possa prosperare: non distribuire premi, ma costruire opportunità.»
E ha ricordato che la meritocrazia, lungi dall’essere un concetto astratto, costituisce una direttrice di sviluppo:
«È una leva economica, un moltiplicatore di innovazione, una forma avanzata di sostenibilità sociale.»
«Investire nel merito significa avere un Paese più credibile, più resiliente, più capace di crescere.»
Una visione politica che guarda oltre.
Nella parte conclusiva del suo intervento, l’avvocato ha allargato lo sguardo, delineando una prospettiva che tocca anche il terreno delle scelte collettive:
«Scegliere il merito significa scegliere una visione politica ben determinata. Richiede coraggio? Sì. Richiede impegno? Sì. Ma è anche la più potente politica che un Paese possa adottare.»
Sentito l’invito al Paese:
«Credo che oggi tutti noi siamo pronti a chiudere con le raccomandazioni, con gli automatismi, con le corsie preferenziali. Siamo pronti a scegliere il merito.»
L’intervento si è chiuso ribadendo il valore culturale e strategico della meritocrazia, tema centrale anche nel lavoro dell’associazione Stati Uniti d’Italia :
un principio che, nelle parole di Fancelli, può diventare “la bussola di una politica capace di guardare al futuro del Paese con serietà e responsabilità".
