Sono trascorsi due decenni dalla morte di Francesco Fortugno che venne barbaramente assassinato a Locri, dinanzi al seggio delle Primarie dell'Ulivo.
( nella foto l'On. francesco Fortugno ucciso il 16 ottobre 2025 a Locri, 54 anni, stimatissimo medico aveva più volte denunciato le infiltrazioni criminali nella sanità )
Francesco Fortugno era nel 2005 Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria ed era uno stimato ed apprezzato medico.
Più volte ebbe il coraggio di denunciare le infiltrazioni criminali e mafiose nel mondo della sanità.
Inutile dire che il suo sacrificio è stato completamente vano.
Oggi la criminalità è molto più forte di allora e nel mondo della sanità pesa molto più di allora e non solo in Calabria.
Ma vi è da sottolineare che in seguito alla morte di Francesco Fortugno nacque, sull'onda della protesta e dell'indignazione, anche un movimento giovanile che prese il nome di "Ammazzateci Tutti" che ebbe notorietà nazionale.
Era un movimento di giovani che voleva diffondere la cultura della legalità, che voleva rompere con il muro dell'omertà.
Ne divenne rappresentante il giovane Aldo Pecora che riuscì a giungere alla ribalta nazionale.
"I ragazzi di Locri" furono in grado di avere una loro voce, un loro seguito che fece sperare in qualche cambiamento.
Ma alla fine anche il Movimento "Ammazzateci Tutti" si spense nell'oblio e nella smobilitazione di chi lo aveva lanciato.
Anche "I Ragazzi di Locri" furono solo una stagione mediatica che ebbe una durata limitata.
Anche il loro entusiasmo e il loro coraggio di uscire allo scoperto in territori dominati da anni dalle famiglie storiche della 'ndrangheta, che controllavano e controllano ancora oggi e più di allora anche l'aria che si respira oltre ai preziosissimi voti che sono fondamentali soprattutto nelle elezioni regionali, si spense e tutto ritornò alla "normalità".

Con una differenza sostanziale.
Nei decenni passati qualche barlume di protesta, qualche personaggio politico che aveva il coraggio di portare aventi delle battaglie contro la corruzione e la criminalità riusciva a travare spazi nella politica e ad essere anche eletto.
Oggi la selezione "naturale" di una classe politica complice, corrotta e sempre più alla ricerca del voto delle famiglie di 'ndrangheta ha spento qualsiasi possibilità di spazio politico per chi vorrebbe porre in prima linea la lotta per la legalità e, inoltre, non avrebbe più alcuna possibilità di essere votato ed eletto.
Tante le inchieste giudiziarie dove si è potuto accertare che alle porte dei capi - mafia vi era la fila di candidati regionali che chiedevano il voto.
Per come ha sostenuto in più occasioni il Procuratore capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, profondo conoscitore delle dinamiche politico - criminali della Calabria "Su 800.000 votanti almeno 200.000 sono i voti controllati dalla 'ndrangheta" e gli amici degli amici vanno tutti a votare.
Oggi la 'ndrangheta non ha alcuna necessità di uccidere o di intimidire qualcuno.
Oggi tutto ruota attraverso personaggi politici di peso che notoriamente sono espressione del potere criminale e del patto corruttivo fra politica, borghesia mafiosa e 'ndrangheta.
Neanche la magistratura e le Procure riescono più a scalfire tale "Sistema".
Con buona pace di uomini come Francesco Fortugno e di movimenti antimafia come "Ammazzateci Tutti".
La stagione dell'antimafia si è definitivamente spenta.
Il termine legalità è oramai fuori moda.
La borghesia mafiosa, la politica corrotta e le famiglie di 'ndrangheta hanno vinto.
I calabresi onesti e per bene hanno perso.
In una terra consegnata alle mafie e soprattutto alla corruzione politica e alle caste della borghesia mafiosa dominante anche la speranza è oramai insignificante.
Redazione
