Nel degrado assoluto che l'Italia vive da anni con una classe politica imbelle e cialtrona che non può che far rimpiangere la Prima Repubblica una delle cadute in verticale che determinano viva preoccupazione riguarda la cultura, l'istruzione e la scuola.
Un Paese un tempo di letterati, il Paese di Leonardo Da Vinci e Dante Alighieri è oggi un Paese dove il 37% degli itaiani fra i 25 e i 64 anni non è più in grado di comprendere un testo complesso e comprende sempre più a stento testi brevi con vocaboli semplici.
E addirittura tale dato impressionante e deludente riguarda anche un sesto dei laureati.
Tutto ciò è il frutto della spaventosa crisi della cultura e del mondo ella scuola con i docenti ridotti a passacarte, oberati e maltrattati dai dirigenti, sottomessi alla violenza degli studenti e spesso anche malmenati dai genitori.
L'aver distrutto la classe docente che è quella meno pagata con stipnedi da fame, quella che giunge all'agognato ruolo mediamente a 45 - 50 anni e che sarà destinata fra qualche anno ad andare in pensione alla veneranda età di 70 anni, unico caso al mondo, quando è materialmente impossibile a tale età mantenere e gestire una classe.

Un vero martirio verso la classe docente che mira a costruire un popolo di ignoranti e senza alcun spirito critico in modo tal da poterlo gestire come lo si vuole.
Del resto basta osservare il livello di istruzione e di titoli di studio del nostro Parlamento per rendersi conto che il pezzo di carata non ha più valore alcuno.
Ciò che conta è la furbizia, l'arroganza, la cialtroneria, la disponibilità alla corruzione e i santi in Paradiso.
Il merito è morto oramai da tempo immemorabile, anzi è oramai un grande ostacolo.
Centinaia i laureati che spediscono i propri curriculum vitae omettendo il possesso della laurea consapevoli che tale requisito è oramai dannoso e negativo.
A certificare tale scenario devastante il rapporto "Education at a Glance" che illustra impietosamente il fallimento della cultura in Italia.
Addirittura si scopre che anche fra i laureati si annidano casi e non sono pochi di bassa alfabetizzazione, confermando che la laurea oggi non è più una garanzia di comprensione di un testo complesso.
Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia sono laureati il 22% dei 25-64enni, contro una media Ocse del 42%.
Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia sono laureati il 22% dei 25-64enni, contro una media Ocse del 42%.
Inoltre in Italia il titolo di laurea premia meno: un laureato italiano guadagna solo il 33% in più di un semplice diplomato, contro una media Ocse che arriva fino al 54%.
Inoltre se si considera il mondo dei docenti, circa 1.000.000 dei quali almeno in 700.000 sono laureati con uno stipendio in media di 1.400 - 1.500 euro, il più basso d'Europa, non vi è necessità di aggiungere altro.
Inoltre se si considera il mondo dei docenti, circa 1.000.000 dei quali almeno in 700.000 sono laureati con uno stipendio in media di 1.400 - 1.500 euro, il più basso d'Europa, non vi è necessità di aggiungere altro.

Solo in Italia i docenti sono così mortificati ed umiliati.
Dal 2015 ad oggi, quindi in 10 anni, gli stipendi medi degli insegnanti in Italia sono diminuiti del 4,4% in termini reali.
Dal 2015 ad oggi, quindi in 10 anni, gli stipendi medi degli insegnanti in Italia sono diminuiti del 4,4% in termini reali.
Sono riusciti nel loro scopo, quello di gestire a loro piacimento un popolo cialtrone, corrotto ed ignorante con sarà mai in grado di ribellarsi contro le lobby di potere e soprattutto di cambiare la classe politica dominante.
Redazione
