Nel posto più silenzioso e inaccessibile del mondo, due figure dominano la scena. Sua Santità Papa Prévost e il Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin.
Si tollerano, dicono. Collaborano, per forza.
Ma l’aria tra loro è quella di una cena di famiglia dopo un testamento contestato.
Tornando indietro al conclave che portò all’elezione di Papa Prévost , l’uomo che nessuno immaginava e che tutti ora devono accettare, c’è chi ancora si sfrega gli occhi.
Pietro Parolin, con la sua ben nota abilità da stratega curiale, aveva fatto la sua mossa.
Una mossa grande, silenziosa, ma visibilissima per chi sa leggere i numeri e le stanze.
Differente da chi si affida alle voci dei millantatori legati al Vaticano e alle lobby.
Eppure, da quella mossa, uscì Prévost.

Papa Leone XIV
Un Papa fuori dalle previsioni, fuori dagli schemi, e soprattutto fuori dal gioco di Parolin.
Ora si lavora insieme, certo.
La macchina vaticana non si può fermare, anche quando i conducenti non vanno d’accordo.
Il Segretario di Stato rimane lì, inchiodato a una scrivania, mentre Prévost, un po’ diplomatico, ma mai troppo, impone uno stile da capitano più che da padre sinodale se proprio dobbiamo dirla tutta.
L’agenda di Prévost è scritta in altra lingua: più dottrina, meno raggiri, più ordine.
La vera frattura si è aperta con l’uscita di Papa Francesco.
Bergoglio aveva una chimica innegabile con Parolin: lo faceva operare, erano diversi ma sintonizzati.

Il Segretario di Stato, Pietro Parolin
La sua dipartita ha lasciato il Segretario in un tempo che non gli appartiene più come prima.
I dossier restano, e vanno risolti, ma il potere vero pare virare verso altre stanze.
Ricordiamoci però, che nel teatro vaticano nessuno muore davvero.
I ruoli si riciclano, i copioni si riscrivono.
Pietro Parolin resta una figura imponente, difficile da ignorare.
Ma Papa Prévost gioca la sua partita in un altro campionato e con intenzioni ancora da vedere.
E allora, il segretario Parolin non scomparirà dalla scena, ma sicuramente avrà un proseguo non indifferente, pieno di sorprese, e meriti che gli si devono.
Nel breve tempo il sipario si aprirà con nuovi costumi, senza ombra di dubbio.
Carlo Maria Mazzei
