Nel cuore dell’Asia Centrale, negli anni in cui l’Impero britannico e quello russo si affrontano nella grande partita geopolitica destinata a passare alla storia come il Grande Gioco, un giovane e ambizioso ufficiale scozzese cavalca verso Kabul.
( nella foto in apertura il libro "L'Impero del Gelso" di Philip Hensher )
Il suo nome è Alexander Burnes, porta con sé la bandiera dell’Impero britannico e il ricordo malinconico della donna amata, la nobile e anticonformista Bella Garraway.
Dalla lontana San Pietroburgo, intanto, è in viaggio verso la stessa meta l’altrettanto giovane e ambizioso emissario russo Vitkevič.
Entrambi cercano di conquistare la fiducia dell’enigmatico emiro Dost Mohammed Khan, sovrano degli afghani, e di farne l’alleato – o, in prospettiva, il suddito – delle rispettive potenze imperiali.
La galleria dei personaggi presenti nel romanzo non si ferma però qui: ci sono ufficiali e mogli di ufficiali, diplomatici e avventurieri, cortigiani afghani, mercanti, giornalisti e figure della società londinese; una Babele di lingue, religioni, usi e costumi.
L’Afghanistan rimane misterioso e indecifrabile, mentre gli sforzi occidentali – perché anche la Russia, in questo scenario, appare Occidente rispetto a quell’Oriente – si illudono di poterlo comprendere e dominare.
Finirà in tragedia, ancor più sanguinosa perché fin dall’inizio annunciata e tuttavia non compresa dai suoi protagonisti.
Se, come scriveva Vladimir Nabokov, il romanziere dev’essere allo stesso tempo «un affabulatore, un maestro e un incantatore», in “L’Impero del gelso” Philip Hensher è trionfalmente tutte e tre le cose.
Mescolando abilmente realtà e invenzione, fonti storiche e immaginazione narrativa, Hensher conduce il lettore in un mondo affascinante e terribile che trova il suo culmine nella Prima guerra anglo-afghana.
Amore, morte, ambizione, cecità politica, odio, fedeltà e memoria attraversano queste pagine e fanno di “L’Impero del gelso” un capolavoro che sfida il tempo.

Philip Hensher (Londra, 1965) è uno scrittore, critico letterario e giornalista britannico.
Autore di numerosi romanzi, è considerato una delle voci più originali della narrativa inglese contemporanea. Nel 2003 è stato incluso da «Granta» tra i Best of Young British Novelists.
Il suo romanzo “The Northern Clemency” è stato finalista al Man Booker Prize. Tra i suoi libri più noti figurano, oltre a “L’Impero del gelso”, “Kitchen Venom”, vincitore del Somerset Maugham Award, e “Scenes from Early Life”, premiato con l’Ondaatje Prize.
Insegna scrittura creativa alla Bath Spa University e collabora con numerose testate britanniche, tra cui «The Guardian», «The Independent» e «The Spectator». Vive tra Londra e Ginevra.
Philip Hensher , “L’impero del gelso”
Traduzione di Fabrizio Bagatti
Revisione di Greta Bertella
Prima edizione italiana
Edizione numerata
In libreria!
Redazione
