“Dica 2033”. Se la classica domanda del medico con lo stetoscopio riguardasse l’ennesimo cronoprogramma per il nuovo Umberto I°, sarebbe questa al momento la risposta della Regione.
( nella foto in apertura il Policlinico Universitario Umberto I° )
“Sorgerà in tempo per il Giubileo del 2033, quello del bimillenario della morte di Cristo- ha annunciato il 19 dicembre il governatore, Francesco Rocca- La progettazione partirà nel 2026 e durerà tra i 9 e i 12 mesi, i lavori inizieranno nel 2027 e da quando partiranno ci vorranno almeno 3 anni e mezzo”. 2033, odissea nello spazio della città universitaria: l’operazione stavolta riuscirà per davvero?
ANNOSE INFILTRAZIONI DI ACQUA
Nell’attesa, però, nel vecchio, antico Umberto I° fa acqua da molte parti.
Il policlinico, infatti, ha appena richiesto un intervento urgente perché “è necessario provvedere con urgenza al Restauro e impermeabilizzazione del terrazzo storico centrale dell’edificio 4 nonché al risarcimento degli intonaci e ferri di sostegno del sottostante portico storico afflitto da annose infiltrazioni di acqua meteorica alle quale non si è mai potuto intervenire per mancanza di fondi”, così ha scritto l’azienda ospedaliera".
La quale ritiene “necessario inoltre procedere al restauro degli intonaci e relativa impermeabilizzazione dei balconi degli edifici del Policlinico in quanto anche questi afflitti da annose infiltrazioni meteoriche, nonché provvedere alla ritinteggiatura delle ringhiere”.
E, siccome “gli interventi non sono stati eseguiti fino ad oggi per mancanza di fondi, risulta urgente procedere su alcuni di questi anche per motivi di sicurezza che hanno costretto il Policlinico a dover procedere a ripetute spicconature degli intonaci sottostanti per garantire la sicurezza dei passanti”, ha scritto l’azienda ospedaliera firmando un apposito “Accordo per il restauro e l’impermeabilizzazione del terrazzo centrale storico dell’edificio 4 e dei balconi storici degli edifici dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Umberto I per un importo complessivo pari a €. 182.878”.

Nella foto il container della Terapia Intensiva coperto con un telone nell’ottobre scorso
L’ENNESIMO SLITTAMENTO
Per l’Umberto I che verrà, invece, è già stato stanziato un miliardo dall’Inail anche se è slittata la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento della progettazione, che nei mesi scorsi era stata assicurata “entro fine anno” dal governatore Rocca.
Ma è solo l’ultimo di una serie di slittamenti registrati per l’Umberto I.
Già nel 2023, dopo oltre un ventennio di annunci, l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) bacchettò duramente la lentissima “inerzia nella riqualificazione del Policlinico Umberto I di Roma”, cui dedicò un’intera deliberazione.
25 ANNI DI PROGETTI
Puntando l’indice contro “un progetto di ristrutturazione che va avanti dal 2000 con uno stanziamento di oltre 241 milioni di euro, e che in ventitre anni non ha visto il concreto avvio di alcun lavoro, ma solo il pagamento di parcelle per comitati, piani e consulenze.
Fondi, in origine previsti per la ristrutturazione di tutti i 46 edifici che compongono il complesso ospedaliero, oggi appena sufficienti per la ristrutturazione di 17 edifici.
Costi che sono lievitati all’infinito per un progetto già finanziato nel 1998 per un importo di 241 milioni e 879.000 euro, senza nel frattempo aver fatto nulla”.
Anac mise in luce “criticità clamorose che pongono l’operato delle amministrazioni coinvolte in generale contrasto con i principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, nonché con i principi sanciti dal Codice degli Appalti”.
IL GRANDE MALATO
Ma già nel 2021 la Corte dei Conti indicò il policlinico romano come il grande malato della sanità italiana: “si può ritenere che, in questi anni, per l’Umberto I non sia stata colta la possibilità di risolvere molte delle problematiche che affliggono questo nosocomio, per renderlo maggiormente efficiente e aderente alle necessità del grande bacino di utenza che è chiamato a servire”.
Questo il quadro clinico del policlinico che venne delineato nella relazione sugli “Interventi di riorganizzazione e riqualificazione dell’assistenza sanitaria nei grandi centri urbani” stilata dai magistrati contabili.
Secondo la Sezione centrale di controllo “le vicende che hanno interessato il Policlinico Umberto I sono state molteplici e ad elevata complessità traducendosi, di fatto, in un continuo susseguirsi di soluzioni progettuali di cui non è agevole percepirne la ratio e la reale portata; eccezion fatta per la prima modifica al progetto del 2002 che era stata richiesta dalla Sovraintendenza alle Belle arti e resasi necessaria per salvaguardare l’architettura storica dei Padiglioni”.
Anche secondo “il Ministero le variazioni progettuali intervenute nel corso di più di un decennio lasciano perplessi soprattutto sulla loro reale opportunità, apparendo probabilmente più il frutto di scelte politiche (intervenute con il susseguirsi delle varie Giunte), che di ponderate valutazioni delle concrete esigenze sanitarie della capitale”.
Per questi motivi, denunciò la Corte dei Conti, “non si è ancora provveduto alla concreta realizzazione delle opere che, attualmente, sono in fase di progettazione esecutiva. Il costo complessivo previsto per gli specifici interventi ammonta ad oltre 100 milioni di euro, però, dopo oltre venti anni, sono stati spesi soltanto circa 5 milioni euro (occorsi unicamente per far fronte al saldo delle spese tecniche iniziali)”.
Fonte: refert.substack.com
