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La malasanità nelle relazioni della Corte dei Conti regionale per l’inaugurazione dell’anno giudiziario: ci sono anche “furbetti del cartellino, condotte illecite e percezioni di tangenti”


“Malpractice sanitaria” & maneggioni: la malasanità risulta uno dei capitoli principali nelle relazioni stilate dalla Corte dei Conti del Lazio in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.

Si contano, infatti, 16 sentenze, 9 citazioni e 4 inviti a dedurre in tema di “responsabilità medica” e malversazioni nel settore sanitario.

L’attività svolta nel settore, nel 2025, è sfociata in citazioni a giudizio relativamente a casi di decesso o lesioni gravissime in strutture ospedaliere per omessa diagnosi di ischemia cardiaca da parte di un cardiologo, con conseguente errato trattamento terapeutico (Danno contestato: 961.614,39 euro all’Umberto I), per intervento chirurgico controindicato a causa di patologie pregresse (Danno contestato: 249.323,36 euro all’Ospedale Santo Spirito); per complicazioni post-operatorie a seguito di intervento all’anca, dovute a disattenzione da parte degli assistenti medici (Asl Rieti, danno contestato: 16.500,00 euro); per errore chirurgico oculistico con distacco della retina (Asl Roma 2, danno contestato: 9.414,00 euro); con errate prestazioni diagnostiche e cliniche con conseguente decesso (Danno contestato: 175.000,00 euro all’Ospedale di Monterotondo)”, ha riassunto il procuratore regionale, Paolo Luigi Rebecchi nella sua relazione.

LE “ERRATE PRESTAZIONI” 

Ma il danno contestato maggiore è quello “derivante dal risarcimento nei confronti degli eredi di un paziente al cui decesso hanno concorso errate prestazioni diagnostiche e cliniche eseguite dal personale medico del San Camillo.

Inviti a dedurre per un danno presunto di 1.223.087,09 euro”.

Altri inviti riguardano medici dell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia per il “Risarcimento danno agli eredi per decesso di paziente, causato da errata diagnosi e ritardate cure al Pronto Soccorso, per dissecazione dell’aorta.

Danno presunto: 260.000 euro”.

I FURBETTI DEL CARTELLINO 

Poi ci sono anche i furbetti del cartellino: “all’Ifo di Roma: false attestazioni sulla presenza in servizio.

Ipotesi di reato per truffa aggravata, in relazione alla constatazione di un sistema di false timbrature e artificiose presenze in servizio, che vedeva coinvolti 89 dipendenti tra dirigenti medici, infermieri, tecnici e amministrativi.

Danno patrimoniale e danno all’immagine per assenteismo.

Danno contestato: 557.485,45 euro in totale n. 20 citazioni” (un’altra contestazione riguarda una dottoressa dell’Asl di Latina).

LA “PERCEZIONE DI TANGENTI” 

E c’è pure, all’Asl di Rieti, la “Percezione di tangenti da parte di alcuni dipendenti dell’Ufficio Tecnico, al fine di procedere, in violazione delle norme sull’evidenza pubblica, all’illegittimo affidamento diretto ad alcune società, di una serie di lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili della ASL, attestando falsamente l’urgenza di provvedere, per ottenere finanziamenti regionali. Danno da disservizio e danno da tangente. Citazione per un danno contestato di 479.092,99 euro”.

LE “CONDOTTE ILLECITE” 

C’è anche una sentenza sulla “condotta illecita di un medico anestesista, in servizio esclusivo presso l’ospedale di Velletri, il quale, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, eseguiva interventi presso uno studio dentistico privato, utilizzando farmaci e strumenti prelevati dall’ospedale, e percependo pagamento in contanti dallo studio dentistico.

Condanna penale. Condanna parziale: 71.493,81 euro”.

Una citazione, invece, riguarda il “San Giovanni Addolorata: Svolgimento illegittimo, da parte di un medico in regime di esclusività, di attività libero -professionale di natura privata, presso un poliambulatorio.

Danno contestato: 119.773,21 euro”.

E, infine, l’invito a dedurre, nell’Asl Roma 3, per la “Percezione di indebiti rimborsi per farmaci mai consegnati agli aventi diritto, da parte di una farmacia convenzionata, che tramite artifizi e raggiri aveva accumulato un ingente quantitativo di prodotti, poi destinati alla vendita in nero o ad altri utilizzi illeciti. Danno presunto: 67.665,59 euro”.

 

CONTENZIOSI-RECORD 
 

A chiusura dell’esercizio 2024 il valore del contenzioso passivo pendente ha raggiunto il massimo storico di euro 3.479.376.822,12, di cui 1.689.370.655,13 relativi al contenzioso regionale “non sanitario” e 1.790.006.166,99 al contenzioso “sanitario”.

La capillare mappatura del contenzioso effettuata dall’Avvocatura regionale ha consentito di individuare, come puntualmente segnalato dall’Avvocatura medesima, un operatore economico determinato che, da solo, rappresenta il 59 per cento del valore del contenzioso sanitario, con processi pendenti al 31 dicembre 2024 dal complessivo valore di euro 1.054.350.839,02, senza computare l’ulteriore contenzioso promosso da alcune società di factoring cessionarie di crediti del menzionato operatore.

Quest’ultimo, oltre ad essere il principale attore di processi nei confronti della Regione, è, al tempo stesso, uno dei principali partner istituzionali della Regione medesima nella fornitura di servizi sanitari mediante accreditamento regionale”.

Fonte: refert.substack.com

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