Nelle carceri italiane, “non esagero, ci sono condizioni di vita non riscontrabili in nessun’altra parte della società italiana, se non forse nei campi nomadi e nei centri di assistenza per clochard”.
( Nella foto in apertura l'Avatar di Gianni Alemanno che interviene alla presentazione del libro - Fonte della foto: Agenzia Dire )
Parola di Gianni Alemanno che, tramite un’elaborazione grafica e vocale realizzata con l’intelligenza artificiale, è intervenuto indirettamente da Rebibbia – da cui ha inviato un testo – alla presentazione del libro scritto a quattro mani con Fabio Falbo, in corso alla clubhouse di Ceoforlife in piazza Montecitorio, a Roma, alla presenza del presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Il libro ‘L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane’, ha spiegato Alemanno, “è innanzitutto la testimonianza di una lotta civile e sociale che ha tratto forza dall’immediata amicizia tra me e Fabio Falbo, due persone completamente diverse se non per il fatto di essere entrambi originari di regioni del Sud, che hanno saputo legarsi insieme nella sfida al pregiudizio e all’indifferenza che circonda le carceri italiane.
Il libro ‘L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane’, ha spiegato Alemanno, “è innanzitutto la testimonianza di una lotta civile e sociale che ha tratto forza dall’immediata amicizia tra me e Fabio Falbo, due persone completamente diverse se non per il fatto di essere entrambi originari di regioni del Sud, che hanno saputo legarsi insieme nella sfida al pregiudizio e all’indifferenza che circonda le carceri italiane.
Come potranno testimoniare gli amici di Nessuno Tocchi Caino, io non ho dovuto aspettare il mio incredibile arresto dello scorso Capodanno per scoprire le battaglie garantiste sulla giustizia.
Anche per le mie esperienze giovanili ho sempre lottato contro la pena di morte e contro l’abbandono in carcere delle persone detenute.
Sono orgoglioso di essere stato uno dei tre parlamentari di destra che rifiutarono le indicazioni del nostro partito di votare contro l’indulto del 2006, ma quando sono arrivato a Rebibbia non mi aspettavo di trovare una situazione così degradata e così assurda”.
Secondo l’ex sindaco di Roma “il motore primo di questo degrado è il sovraffollamento carcerario, che sta crescendo inesorabilmente nelle carceri italiane e che secondo le ultime rilevazioni ha raggiunto il 137%. Il sovraffollamento fa diventare tutto più difficile, stravolge i già ristretti margini di vita civile delle persone detenute, ma soprattutto livella verso il basso tutti i percorsi esistenziali di chi sta scontando una pena.
Secondo l’ex sindaco di Roma “il motore primo di questo degrado è il sovraffollamento carcerario, che sta crescendo inesorabilmente nelle carceri italiane e che secondo le ultime rilevazioni ha raggiunto il 137%. Il sovraffollamento fa diventare tutto più difficile, stravolge i già ristretti margini di vita civile delle persone detenute, ma soprattutto livella verso il basso tutti i percorsi esistenziali di chi sta scontando una pena.
Chi vuole comportarsi male si trova meglio nel caos del sovraffollamento, chi vuole ricostruirsi un percorso di vita pulito, vuole riabilitarsi e reinserirsi, vede invece crescere in modo insormontabile le sue difficoltà”.
Per questo, ha sottolineato Alemanno, “abbiamo fatto di tutto per richiamare l’attenzione della politica, del Governo e dell’opinione pubblica su questa emergenza, su questa catastrofe silenziosa, su questa pentola a pressione che può scoppiare da un momento all’altro.
Per questo, ha sottolineato Alemanno, “abbiamo fatto di tutto per richiamare l’attenzione della politica, del Governo e dell’opinione pubblica su questa emergenza, su questa catastrofe silenziosa, su questa pentola a pressione che può scoppiare da un momento all’altro.
Soprattutto per me, che vengo dalla stessa storia politica di chi governa oggi in Italia, è un punto d’onore rompere i luoghi comuni e gli slogan su cui si fonda questa indifferenza.
Chiedetelo non a noi, ma agli agenti della Polizia penitenziaria, se questo è il modo di difendere i valori e la credibilità dello Stato italiano”.
Solo che, ha constatato Alemanno, “fino ad ora non abbiamo avuto risposta dalle istituzioni.
Solo che, ha constatato Alemanno, “fino ad ora non abbiamo avuto risposta dalle istituzioni.
Anzi, rispetto a quando abbiamo scritto il libro, la situazione è ulteriormente peggiorata e dopo il dibattito che si era aperto questa estate, soprattutto per merito del presidente La Russa, il silenzio è calato sul mondo delle carceri.
Adesso guardiamo al giubileo dei detenuti, che si celebrerà a San Pietro il 14 dicembre. Papa Francesco, che volle aprire una porta santa proprio a Rebibbia, nella bolla giubilare propose ai governanti forme di amnistia o di condono della pena.
Noi ci auguriamo- l’appello dell’ex ministro- che finalmente venga ascoltato da chi governa, come atto di carità cristiana o anche solo di elementare il buonsenso.
Noi ci auguriamo- l’appello dell’ex ministro- che finalmente venga ascoltato da chi governa, come atto di carità cristiana o anche solo di elementare il buonsenso.
Usate quindi il nostro libro come un’arma per questa buona battaglia, perché sulle condizioni delle persone detenute si misura il livello di civiltà di tutta la nostra società e perché ogni riforma per migliorare la giustizia italiana non ha senso se non coinvolge anche il carcere e il sistema delle pene”.
Articolo scritto da Mirko Gabriele
Fonte Agenzia Dire
Fonte: www.dire.it
