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Venerdì, 22 Marzo 2019
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Primarie Pd, Oltre 1,5 milioni di voti ai gazebo, Nicola Zingaretti è il nuovo segretario nazionale con oltre il 60%

Posted On Lunedì, 04 Marzo 2019 08:33
Nicola Zingaretti Nicola Zingaretti

Rispettando tutte le previsioni ed i pronostici a vincere le primarie del Pd è Nicola Zingaretti, Governatore del Lazio con oltre il 60% dei voti ottenuti ai gazebo distribuiti in tutte le piazze italiane. Anche l'afflusso ai banchetti ha superato ogni più rosea previsione con oltre 1,5 milioni di cittadini che hanno inteso contribuire per l'elezione del nuovo segretario. Fortissima la mobilitazione promossa da tutte le corporazioni, le lobby della stampa e tutti i poteri delle elitè che compongono il Pd e che, nel tempo, hanno sostituito quel popolo dei lavoratori che nel Pd non si riconosce più.

Tante le code ai banchetti. Immediate le congratulazioni degli altri due candidati, Roberto Giachetti e Maurizio Martina. Anche l'ex segretario nazionale Renzi ha voluto augurare buon lavoro al nuovo segretario. Nicola Zingaretti fin da giovanissimo è cresciuto nel vecchio Pci. Da ragazzo ha militato nella scuola comunista per eccellenza, la vecchia e gloriosa Fgci, la federazione giovanile dei comunisti italiani che era la vera scuola di partito delle Frattocchie.

Un'estrazione culturale e politica distante mille miglia dalle fase politica rappresentata dall'era Renzi che con Nicola Zingaretti alla guida del Pd chiude definitivamente il suo ciclo. Un ciclo ovviamente importante ma non duraturo. Con Zingaretti troveranno probabilmente nuovo spazio le vecchie nomenclature di estrazione comunista: Saranno probabili ritorni di vecchi compagni comunisti transitati in altre formazioni di sinistra perché incompatibili con l'epoca renziana.

Per il Pd potrebbe avviarsi una nuova fase. Sarà interessante osservare nei prossimi mesi se il neosegretario Zingaretti saprà unire le diverse anime del partito e se saprà avviare una nuova stagione di rinnovamento reale in un partito dilaniato da mille rivalità e mille correnti e sempre poco propenso a costruire le basi per una nuova generazione di dirigenti.


Redazione

 

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