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Mercoledì, 21 Agosto 2019
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Ospedale Sant'Andrea di Roma, l'operazione che sfata il tabù: intervento su cuore infiltrato da un tumore, 4 ore di intervento perfettamente riuscito

Posted On Venerdì, 15 Febbraio 2019 09:37

Effettuato all'ospedale Sant'Andrea di Roma il primo intervento in Italia di ricostruzione completa dell'atrio sinistro del cuore infiltrato da un tumore polmonare. L'operazione è stata eseguita con successo lo scorso 16 gennaio su un paziente di 62 anni dall'equipe mumultidisciplinare composta da chirurghi toracici, cardiochirurghi e anestesisti guidata dal professor Erino Angelo Rendina. I dettagli sono stati diffusi durante una conferenza stampa nel nosocomio di via di Grottarossa, cui hanno partecipato l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, il rettore della Sapienza Università, Eugenio Gaudio, e il commissario straordinario dell'Aou Sant'Andrea, Giuseppe Caroli, oltre che il 'regista' dell'operazione assieme alla sua squadra.

Proprio Rendina, che è direttore della UOC Chirurgia Toracica, unità d'eccellenza dove vengono seguiti circa 3mila pazienti e ogni anno eseguiti circa 1.300 interventi, ha spiegato la complessa procedura: "È il primo intervento di questa estensione - ha detto - che sfata il tabù secondo cui se un tumore infiltra il cuore non è operabile. C'è da specificare- ha aggiunto il luminare- che questo era un caso selezionato, il paziente non aveva metastasi, e' giovane e in buone condizioni generali, e l'infiltrazione dell'atrio era l'unica infiltrazione, in quanto non interessava altri organi". Il paziente, Augusto Stefanacci, era affetto da un tumore del polmone destro che aveva aggredito e invaso anche una porzione del cuore, rendendone apparentemente impossibile l'asportazione completa.

A seguito di un'accurata pianificazione messa in atto nei giorni che lo hanno preceduto, l'intervento chirurgico è iniziato alle 15.15 del 16 gennaio e terminato 4 ore dopo. L'equipe cardiochirurgica ha istituito la circolazione extracorporea e ha, quindi, arrestato il cuore. Il tumore è stato poi rimosso asportando il polmone destro e la parte di cuore invasa dalla neoplasia, ossia la quasi totalità della camera atriale di sinistra. È successivamente iniziata la delicata fase di ricostruzione del cuore che ha previsto la sostituzione dell'atrio di sinistra con una protesi biologica perfettamente compatibile, integrata con il tessuto del cuore nativo. "Abbiamo usato precario bovino - ha spiegato Rendina - ovvero un foglietto di materiale biologico, una membrana che nel bovino riveste il cuore e che permette di evitare il ricorso agli aunticoagulanti". Il paziente ha trascorso le prime 4 giornate post-operatorie presso la terapia intensiva cardio-toraco-vascolare ed è stato quindi trasferito presso il reparto di chirurgia toracica per essere dimesso lo scorso 1 febbraio.

"Sono stato messo di fronte a una scelta - ha detto Augusto Stefanacci in conferenza stampa - e ho scelto con la famiglia di mettere la mia vita in mano una persona e a un'equipe che mi ha dato veramente tanto. A partire dai primi incontri mi sono sentito in mani sicure, quindi non solo c'è stata la professionalità ma soprattutto l'umanità del personale. Ringrazio tutti". Grande la soddisfazione anche dell'assessore D'Amato: "In questi giorni tre sono state le punte d'eccellenza della sanità del Lazio di cui ha parlato il mondo - ha detto - prima il piccolo Alex, poi Sammy Basso e oggi il signor Stefanacci. È segno che anche in un momento di recessione tornare a investire in sanità in maniera adeguata è elemento di sviluppo e crescita nell'interesse dei cittadini". "Un simile traguardo sarebbe stato un miracolo qualche anno fa", ha detto il rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, aggiungendo che "le cose importanti non sono mai casuali, sono il risultato di anni e anni di sforzi".

 

 

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