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Venerdì, 26 Aprile 2019
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La giusta ricetta

Posted On Domenica, 27 Gennaio 2019 10:13
Maurizio Martina e Matteo Renzi Maurizio Martina e Matteo Renzi

Sarebbe un'idiozia asserire che il centrosinistra per riemergere deve ispirarsi al centrodestra? Come può un'affermazione del genere essere la ricetta giusta per la rinascita democratica? Semplice: imparare dal nemico. Usare la sua stessa logica. Perché come diceva Sun Tzu nell'arte della guerra "chi conosce se stesso e il suo nemico è a un passo dalla vittoria". La storia della sinistra italiana è piena di sconvolgimenti. Anche i più grandi sostenitori del bolscevismo riescono a intuire che l'Italia è un paese che ha una tradizione di tipo moderato, ed è questa la ragione per cui è riuscita ad emergere solo dopo i periodi reazionari.

Da Mussolini a Craxi e così via. Ed è sempre questa la ragione per cui si sta facendo tutto il possibile affinché un giorno Salvini possa diventare "un nemico da abbattere". Il buon vecchio Martina ha iniziato la sua attività di leadership nel migliore dei modi facendo un mea culpa generale, vanificando tutto nei mesi a venire, detto in parole povere per un giorno da leone ne sono seguiti 100 da pecora. Il mea culpa di Martina doveva iniziare un processo di rinnovamento, un processo in cui il PD sarebbe dovuto ripartire dalle realtà locali. Qui si può aprire un paragone con la Lega.

Il partito secessionista aveva raggiunto discreti risultati nella sua storia, arrivando persino ad avvicinarsi al consenso del PSI ad inizio anni novanta, poi dopo il periodo bossiano si prestava a diventare l'ultimo partito a livello nazionale. I dirigenti leghisti affidarono la segreteria ad un giovane eurodeputato (Matteo Salvini) ma cosa fece esattamente questo neo leader? Attuò una strategia che possiamo definire addirittura "maoista" cioè fece ripartire la lega dalle realtà locali di tutta Italia facendo lavorare i propri uomini quotidianamente, a Milano si vedevano i piddini salire sulle auto blu e i leghisti raggiungere i propri elettori con i pullman. Risultato?

La lega è stato l'unico partito nella storia del nostro paese ad avere avuto una crescita esponenziale in un periodo relativamente breve. Ma in sostanza cosa dovrebbe fare il centrosinistra? Sicuramente lavorare per una leadership forte, successivamente dovrebbe formare un proprio polo e infine lavorare a testa bassa, smettendola di aizzare polemiche, così facendo magari risalirà nei sondaggi.

Il problema della sinistra in Italia è che è troppo ancorata a concetti superati, invece di elogiare Mao Tze-tung dovrebbero avvicinarsi a un'idea di socialismo liberale (tanto caro anche a destra) che trova i suoi riferimenti in Proudhon, Sorel, Nenni. Parlando del futuro, la ricetta giusta non è il partito renziano. Magari il PD può cambiare nome ma non fare una scissione poiché questo per Renzi significherebbe fare la fine di Fini. George Orwell aveva previsto tutto, Renzi è stato un napoleone ma ora verrebbe da chiedersi: chi sarà il palladineve?

 


Vincenzo Campanella

 

 

 

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