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Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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Pedofilo ucciso a Benevento, due arresti

Posted On Venerdì, 28 Dicembre 2018 10:29

Due persone sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Benevento per l'omicidio di Giuseppe Matarazzo, l'ex pastore 46enne ucciso a Frasso Telesino il 19 luglio scorso nei pressi dell'abitazione dei genitori, dove viveva da circa un mese, dopo essere uscito dal carcere. Il gip del tribunale di Benevento ha accolto la richiesta di un'ordinanza di custodia cautelare a carico di due persone.

I dettagli dell'operazione verranno illustrati dal procuratore di Benevento, Aldo Policastro, nel corso di una conferenza stampa in procura convocata per le 11,30. Matarazzo aveva appena finito di scontare una condanna a 10 anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una 16enne di Frasso Telesino, che fu trovata impiccata nel giorno dell'Epifania del 2009. L'ex pastore e' stato ucciso da alcuni colpi di pistola esplosi da un suv, a bordo del quale c'erano due persone che gli avevano chiesto di avvicinarsi all'auto con la scusa di chiedere un'informazione.

IL FATTO

Il killer o i killer sono entrati in azione poco dopo le 20, in contrada Selva, a pochi chilometri di distanza dal centro abitato di Frasso. La vittima, Giuseppe Matarazzo, un pastore 45enne di Frasso Telesino, è stata ritrovata senza vita nei pressi della sua abitazione dove si trovava in soggiorno premio dal regime di detenzione al quale era sottoposto (a Napoli) dal 2011 per una condanna inflittagli per violenze sessuali per un episodio noto alle cronache di questa piccola parte di entroterra campano risalente al 2008. Probabilmente 3 colpi all'addome che hanno freddato il 45enne, in una strada poco distante dalla casa dove era ritornato da qualche giorno. 10 anni fa una vicenda fa vide Giuseppe Matarazzo tra i protagonisti.

Un intreccio di violenze con tragici eventi, tra cui la morte di una minorenne avvenuta il 6 gennaio del 2008 quando il corpo senza vita di una 15enne del luogo fu ritrovato senza vita, impiccato, poco distante dalla sua abitazione a Frasso Telesino. In un primo momento a Matarazzo furono contestati diversi capi d'imputazione tra i quali, oltre alla violenza sessuale, l'istigazione al suicidio, reato per il quale fu prosciolto nel corso dell'istruttoria. Nel 2010 la prima condanna a 10 anni, rispetto a una pena di 20 anni richiesta dal pubblico ministero, confermata poi un anno più tardi, nel dicembre 2011, dalla Corte di appello di Napoli con l'aggravio di un ulteriore anno e mezzo di pena detentiva.

Nel corso del procedimento, nel quale Giuseppe Matarazzo era stato difeso dagli avvocati Vittorio Fucci ed Ettore Maracarelli, si era scoperto che il pastore aveva intrattenuto una relazione sentimentale con due sorelle di cui una minore, accompagnata da rapporti sessuali per circa 2 anni. La relazione era poi naufragata. Le indagini vennero avviate dopo la morte della minorenne ascoltando i familiari e ricostruendo così la vita della minore e di una sorella. Alcune telefonate impresse sul telefonino della giovane riuscirono a dare una prima svolta alle indagini, confermate, in seguito, da sopralluoghi, ispezioni e sequestri che riuscirono a far emergere l'esistenza di rapporti sessuali del pastore, sia con la minore che con una sorella.

 

 

 

 

 

 

 

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