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Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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“Roma in rovina”: il degrado della Capitale raccontato sul New York Times

Posted On Giovedì, 27 Dicembre 2018 10:57

Il corrispondente del quotidiano americano presenta i mali della Città eterna. Il Codacons: “Il centro storico non più Patrimonio Unesco”. Cartoline da Roma. Anzi da una “Rome in ruins”, in rovine, come la definisce senza mezzi termini Jason Horowitz corrispondente dall’Italia del The New York Times. Pose, non proprio plastiche, della Città eterna presentate dal giornalista americano in un lungo articolo alla vigilia del Natale corredato di foto, impietose e realistiche, di angoli di degrado che i romani vedono tutti i giorni. Anche in quelli di festa, quando la Capitale è piena di turisti che continuano ad arrivare e non smettono di amarla, questa città unica al mondo, nonostante i suoi mille mali quotidiani.

"Amo Roma...- tiene a precisare Horowitz sul sito del quotidiano statunitense- ed è soltanto per questo che lo dico. Di chiunque sia la colpa, l’affascinante stanchezza per il mondo di Roma ha ceduto il passo a un cinismo di proporzioni epidemiche. La travolgente reazione dei romani al degrado è di condividere meme sui social network. Gli amici si scambiano foto non dei loro bambini ma dei mucchi di immondizia che crescono sui loro marciapiedi".

“Graffiti? No, è spazzatura”

Eccola la “monnezza”. Non poteva mancare fra i protagonisti dell’itinerario che il reporter statunitense segue guidato da Massimiliano Tonelli, fondatore del blog “Roma fa schifo” che denuncia l’indifferenza dei romani nei confronti della loro città. E che appare immortalato nell’immagine di copertina, seduto su una panchina fra cartacce e rifiuti vari disseminati per terra, come in una gouache d’autore sì, ma di inciviltà. Si parte dalla stazione Termini dove si avvia un botta e risposta fra i due.

Alla domanda su cosa l’americano stia vedendo, Horowitz risponde: "Graffiti?". E poi aggiunge: "Spazzatura?". "Esatto, un romano non lo vedrebbe - puntualizza il cicerone del degrado capolino-. Il romano è così abituato alla sporcizia in cui vive che non riesce più a riconoscere o vedere il triste stato di questa città". Il giro prosegue fino al Colosseo e la cartolina inizia a prendere forma tra buche, macchine in doppia fila, erbe infestanti sui marciapiedi. Vengono ricordati i pedoni uccisi, le metropolitane chiuse, gli alberi caduti. E su tutto troneggia il problema della spazzatura fuori controllo anche nel centro dell’Urbe».

"Molti temono che corra il rischio di diventare una discarica. Roma riesce a sopraffare i sensi, non solo con la sua bellezza, ma anche con gli odori che arrivano dai cassonetti", si legge nel servizio che individua anche le possibili cause del malessere della capitale d’Italia, secondo gli stessi romani. Dalla crisi economica alle leggi inutili e non rispettate, dalla carenza di forze dell’Ordine fino alla sindaca Virginia Raggi.

La sindaca Raggi e il commento di #Romadicebasta

Quest’ultima contestata da molti cittadini esasperati che a fine ottobre si erano riuniti in migliaia in un sit in piazza del Campidoglio al grido di #Romadicebasta. La manifestazione-protesta era stata organizzata dalle fondatrici della pagina Facebook “Roma per tutti, tutti per Roma”, invitate a palazzo Senatorio qualche giorno fa dalla prima cittadina. "Nell’articolo del New York Times, che mette in evidenza problemi più che noti e riportati anche alla sindaca nel nostro recente incontro - commenta Emma Amiconi, portavoce delle “cattive e battagliere ragazze” del gruppo - il grande assente sono proprio i cittadini, che rappresentano invece la principale voce in capitolo sulle priorità dell’agenda capitolina. Senza l’energia, le competenze, il contributo propositivo e il senso di responsabilità che vengono dalla cittadinanza attiva, nessun cambiamento reale sarà possibile. Roma può essere salvata solo se ci mobilitiamo tutti per il suo e il nostro futuro".

Intanto bruciano i cassonetti dell’immondizia

Al futuro è dedicata la chiusura dell’articolo: "Roma mi sembra non sarà ricostruita in un giorno", scrive con un pizzico di speranza condito di realismo. La speranza, del resto, i romani l’hanno dovuta accantonare, o meglio accatastare nei cumuli di rifiuti e nei cassonetti strapieni che in alcune zone della città, da Prati a Conca d’Oro a Tor Sapienza, fra il 24 e il 26 dicembre sono stati dati alle fiamme. E c’è anche chi come Rita Dalla Chiesa fa i suoi auguri alla Raggi con un post su Facebook e una carrellata di immagini di spazzatura che “addobba” il suo quartiere: «Buon Natale al sindaco di Roma dagli abitanti di Vigna Clara. Solidarietà ai lavoratori dell’Ama». L’Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma, da parte sua fa sapere di essere già intervenuta sia in centro sia in periferia.

"Per fronteggiare la situazione - si legge in un comunicato dell’azienda - le officine sono aperte oggi h24 e l’impianto Tmb Rocca Cencia, che ha operato regolarmente senza interruzioni durante le festività, lavorerà anche stanotte». In giornata l’azienda riferisce di «circa 2000 operatori sul campo. Nelle prossime 24-48 ore verrà rafforzata la pulizia delle postazioni che registrano una maggior presenza dei rifiuti e già da ora tecnici aziendali stanno monitorando la situazione". Intanto il Codacons dopo il reportage sul Nyt chiede di sospendere il riconoscimento al centro storico di Roma come “Patrimonio mondiale dell’umanità” e torna a invocare le dimissioni di Raggi.

 

 

 Fonte: lastampa.it

 

 

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