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Venerdì, 22 Marzo 2019
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Crescono le vendite ma scendono i margini nei Supermercati, il mercato verso la saturazione

Posted On Giovedì, 20 Dicembre 2018 10:35

Nel 2017 il fatturato aggregato dei maggiori operatori della Grande distribuzione organizzata (Gdo) italiana, che rappresentano il 97% del mercato della Gdo alimentare nazionale, ha toccato, al netto dell'Iva, quota 83 miliardi (+4,4% annuo). Se la crescita commerciale registrata è la più consistente dal 2014, il margine operativo netto risulta invece in calo del 5,5%, il risultato corrente del 5,9%.

I numeri del 2017 restituiscono, dunque, uno scenario in cui alla costante crescita delle vendite non corrisponde quella dei margini industriali; segno di un mercato sempre più consolidato e che mostra le prime avvisaglie di saturazione. Questi alcuni degli elementi che emergono dall'edizione 2018 dell'indagine sulla grande distribuzione organizzata pubblicata da R&S Mediobanca.

Il rapporto, presentato in occasione del primo Gdo Annual Talk, contiene un'analisi approfondita di tutti i main player della Gdo alimentare italiana e dei maggiori operatori di quella internazionale dal 2013 al 2017. Tornando ai dati, grazie al contributo delle poste non ricorrenti sono cresciuti del 7,2% sia il risultato ante imposte che quello netto. Ciò spiega perché la redditività del capitale (Roi) dell'industria della Gdo ha chiuso il 2017 al 4,8%, in calo dal 5,2% del 2016, mentre la redditività netta (Roe) si attesta al 5,3%, in crescita dal 4,9% del 2016. I maggiori operatori della Gdo hanno così ottenuto il record di utili dal 2013 pari 1.095 milioni di euro nel 2017.

Il peso dell'e-commerce

Al di là degli stretti numeri finanziari di sistema, il rapport evidenza trend interessanti. A partire dall'e-commerce alimentare, che in Italia è ancora poco sviluppato, ma rappresenta un segmento in crescita nel mercato degli acquisti online. Nel 2018 il suo giro d'affari, nonostante incida solo per il 4% della domanda e-commerce italiana, è cresciuto del 34% rispetto al 2017 raggiungendo un valore di 1,1 miliardi di euro. Gli acquisti online di prodotti alimentari da supermercato hanno raggiunto nel 2017 un valore superiore ai 200 milioni di euro con un incremento di oltre il 50% rispetto all'anno precedente. Gli italiani spendono in media molto meno online: 500 euro annui per i nostri web shopper contro i 1.850 euro registrati in Francia. L'incidenza dell'e-commerce sul fatturato totale è ancora bassa anche a livello internazionale (intorno al 4-5%). In Italia, Esselunga ha dichiarato vendite online nel 2017 per 180 milioni (2,4% del fatturato).
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I discount galoppano

Complice probabilmente la crisi economica che ha portato a stringere i cordoni della borsa delle famiglie, le catene di discount hanno chiuso il quinquennio con la maggiore crescita media annua delle vendite (+9,6% dal 2013 al 2017 e +9,7% solo nel 2017) ma anche la distribuzione organizzata, che comprende forme consortili e di unione volontaria, è stata molto dinamica (+5,6% medio annuo dal 2013 e +6,1% nel 2017). L'indagine Mediobanca sottolinea il buon andamento della Lega delle cooperative (Legacoop), che vanta i due maggiori operatori del settore: Conad, che ha realizzato dal 2013 una crescita media annua del 3,1% e del 5,3% nel 2017 e le Coop, che hanno segnato un progresso medio del giro d'affari del +0,7% nel periodo e del +3,4% nel solo 2017.

Le insegne che crescono di più

La top five per incremento del fatturato nel 2017 vede in testa il gruppo Crai (+14,2%), seguita dalla catena discount Eurospin (+11,1%). Terza la Vègè (+9,8%) che ha preceduto Md (+8,8%) e la tedesca Lidl (+8,5%), anch'esse appartenenti al segmento discount. Hanno superato la soglia di crescita del 5% anche Agorà (+7,5%), Despar (+6,9%) e Conad (+5,3%). La top cinque cambia se si analizza tutto il quinquennio. Il maggiore tasso di crescita medio annuo è, infatti, della Md (+15,6%) che precede Crai (+9,8%) e Lidl (+9,2%). Con 1.245 milioni di utili netti cumulati nel periodo 2013-2017 Esselunga detiene il primato di risultati nel quinquennio. Sul podio anche Conad (872 milioni) ed Eurospin (817 milioni).

 

 

 

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