Sun09192021

Last update04:43:32

Ulti Clocks content
Back Cultura Un Libro per Amico LA CASA DEI MARTIRI di Loredana Simonetti

LA CASA DEI MARTIRI di Loredana Simonetti

  • PDF

Per capire fino in fondo la figura di Giacomo Matteotti, deputato dal 1922 al 1924, è necessario conoscere la storia degli anni che l’hanno preceduto, le pagine di storia dei nostri giovani soldati, quei ragazzi del ’99 che non hanno esitato a sacrificare le loro vite per la patria: gli italiani, generosi volontari della ricostruzione di un’unità che ancora oggi viene minata da politici superficiali e interessati ad altro, quegli italiani che dopo la guerra tentavano di risollevare una nazione vestita a lutto.

Il libro di Alberto Bellocchio, La casa dei martiri (Moretti e Vitale edizioni, Giugno 2014, pp. 95, € 12,00), ricorda il senso dell’amor di patria, custodito e mantenuto in vita; per questo in occasione del terzo anniversario dalla fine della Grande Guerra, nel 1921,  viene avanzata l’idea di fondere in un unico corpo di un soldato senza nome, i 600.000 soldati senza nome, a conforto delle famiglie che non hanno avuto la consolazione di una bara su cui piangere o dire una preghiera.

La terra restituiva soldati italiani e soldati dell’Austria-Ungheria, la terra è custode imparziale.”.

Il lungo viaggio del “Milite Ignoto”, attraversa l’Italia dalla basilica di Aquileia fino a Roma, sostando in 120 paesi, non solo tra preghiere e fiori, ma anche tra disordini, contestazioni, omicidi e ferimenti tra la gente, “risultato di cecità e abbrutimento ideologico, d’intolleranza e di prepotenza premeditata”, tra socialisti e fascisti. L’Italia è alla ricerca di stabilità, sicurezza, ordine… “c’è dunque bisogno di mettere le teste a partito, chiarire a chi compete il comando e chi e come deve obbedire e se occorrono metodi forti.”.

Gli anni '21 e '22 sono anni di lotte fratricide, come se l’unica memoria da portare avanti nella storia siano moschetti e baionette: un risarcimento di vita per convincere la popolazione che l’ordine fascista sia l’unico per piantare nuove fondamenta. L’italia piega la testa e gli scampati alle camicie nere ritornano alla carboneria con l’Alleanza del Lavoro.

In questi momenti di paura sociale, in cui esprimere le proprie idee significava condannarsi, spicca la figura di Giacomo Matteotti, l’uomo del popolo, l’uomo che viveva di popolo che per la sua libertà di parola, nel voler fare fronte alla “milizia agguerrita e armata fascista, conosce la solitudine estrema” e diventa il primo vero martire della libertà, la stessa libertà di cui ancora godiamo noi e i nostri figli.

“Noi deploriamo che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato dalla forza […] Voi volete ricacciarci indietro.”.

Assassinato, per le sue idee, perché osava constratare la prepotenza politica.

Dopo il ritrovamento dei resti di Giacomo Matteotti, la famiglia affronterà il viaggio di quell’ennesimo soldato, da Roma fino alla sua terra d’origine, il Polesine, un percorso al contrario di quello del milite ignoto, ma sempre nella nostra terra, custode imparziale di uomini ed eroi.

Il libro di Alberto Bellocchio è un bellissimo ed evocativo monologo poetico, determinato e senza lacrime, in una sincera fedeltà storica degli avvenimenti di quegli anni. Mi auguro che se ne faccia una rappresentazione teatrale, a testimonianza soprattutto nelle scuole, perché i nostri ragazzi maturino la loro identità politica attraverso i fatti vissuti nel secolo che ci ha preceduto.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna