Tue10262021

Last update04:43:32

Ulti Clocks content
Back Cultura Un Libro per Amico COME SPIEGHIAMO LA GUERRA AI BAMBINI? di Loredana Simonetti

COME SPIEGHIAMO LA GUERRA AI BAMBINI? di Loredana Simonetti

  • PDF

Questo è l’anno delle grandi ricorrenze: sono 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale e 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale: questo, in particolare significa anche che sono 70 anni che il nostro paese vive un periodo di pace, sostenuto dalla libertà. Ma come possiamo spiegare ai nostri bambini che cosa significa “pace”, se non gli parliamo della “guerra”? In televisione sfilano terribili immagini di morte che coinvolgono adulti e bambini, la sofferenza di tanti popoli che fuggono dalla guerra e dall’intolleranza e cercano un respiro di vita, che abbandonano le loro terre di origine e sperano nella difficile accoglienza di altri paesi, affidandosi a uomini senza scrupoli, che traghettano le loro vite come fosse merce animale. Anche questo mondo ci appartiene, anzi appartiene a noi e ai nostri figli. Per questo ho pensato di cercare qualche libro da poter leggere e sfogliare con i bambini e che, attraverso le giuste parole e i disegni adeguati, sfiori la sensibilità e la curiosità dei piccoli.

LA PICCOLA GRANDE GUERRA di Sebastiano Ruiz Mignone, illustrazioni di David Pintor (Edizioni Lapis, gennaio 2015, pp. 30, € 14,50).

I figli dei giovani soldati hanno sperato e atteso il ritorno dei loro padri, partiti per una guerra, assurda come tutte le guerre, iniziata del 1915 e terminata tre anni dopo, con un numero spaventoso di morti. In questo libro, le cui illustrazioni attraversano un giardino autunnale in cui cadono le foglie, il piccolo Andrea gioca mentre il suo papà è in guerra. Giocando protegge con grande cura uno dei suoi soldatini in cui ha raffigurato il padre. E’ un dialogo d’amore con il papà lontano, in attesa di poter nuovamente giocare con lui. Il libro comunica con delicatezza lo stato d’animo dei nostri generosi soldati che dalle trincee rivolgevano pensieri e preghiere alle loro famiglie.

LA PORTINAIA APOLLONIA di LIA LEVI, illustrazioni di Emanuela Orciari (Orecchio Acerbo, ottobre 2014, pp. 30, € 9,50).

E’ l’autunno del 1943 e l’Italia sta vivendo la discriminazione ebraica. In un palazzo di una qualsiasi città, la portinaia Apollonia è temuta dai bambini perché arcigna e severa. In quella grande casa convivono famiglie con bambini di religioni diverse ma che, nella spontaneità della vita, giocano tutti insieme. Accade, improvvisamente, una retata dei soldati tedeschi e mentre Daniel, uno dei bambini ebrei, non riesce a trovare la sua mamma, la portiera Apollonia afferra il bambino per nasconderlo. Così Daniel scopre che sotto le spoglie dell’antipatica Apollonia si nasconde una coraggiosa donna, che rischia la sua vita per salvarlo.

L’autrice di questo libro, riconosciuto come il migliore del Premio Andersen 2005, è Lia Levi, scrittrice di oggi che ha vissuto da bambina, per le sue origini ebraiche, il dramma della persecuzione razziale nazifascista, durante la seconda guerra mondiale. Le illustrazioni di Emanuela Orciari arricchiscono con grande capacità, il disagio e il terrore di quell’oscuro e doloroso periodo della nostra storia.

 

 

 

LA PERFIDA ESTER di Lia Levi, illustrazioni di Laura Scarpa (Mondadori, 2013, pp. 87, € 7,50).

Per i più grandicelli che ancora frequentano la scuola primaria, suggerisco questo libro, anch’esso di Lia Levi, che contiene due racconti ambientati all’interno della scuola ebraica di Roma. Quando Mussolini emanò nel 1938 le leggi razziali, i bambini ebrei potevano frequentare solo la scuola ebraica. Fu così che le amicizie tra i bambini, costruite all’interno delle aule scolastiche, erano violentemente interrotte. Saranno proprio i bambini, aldilà delle ipocrisie dei grandi e della stupidità di chi aveva deciso quelle leggi, che continueranno a cercarsi, a mantenere e a conservare nel tempo il loro affetto. A conclusione dei racconti, una breve appendice spiega ai piccoli lettori il significato di quelle leggi razziali e la terribile conclusione di quelle scelte che, solo in quella scuola, ha autorizzato la deportazione di 112 bambini, che non hanno più fatto ritorno.

Se volete commentare l'articolo oppure consigliare dei libri da divulgare, scrivetemi a:

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna