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IL COMMISSARIO RICCIARDI E’ GEMELLO DI MONTALBANO? di Loredana Simonetti

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Prendete un commissario di Polizia con un considerevole intuito professionale, un assistente bravo e paziente, un medico legale con il quale battibecca sempre e un inetto Vice Questore che ha poca fiducia nelle indagini del commissario e che ha sempre timore che vengano coinvolti politici importanti e nomi scomodi. Aggiungete una donna di origini settentrionali che vuole conquistare il commissario e che si chiama pure Livia e una insostituibile governante e cuoca che accudisce il commissario come solo lei sa fare. E’ facile riconoscere i personaggi siciliani dei libri di Andrea Camilleri e del Commissario Moltalbano, che dal 1990 rappresentano anche una fortunata serie televisiva, una ricetta facile, insomma…

Invece questo scenario, apparentemente gemello di Montalbano è il palcoscenico del Commissario Ricciardi, protagonista di uno dei libri di Maurizio De Giovanni ,Il posto di ognuno(Einaudi, 2012, pp. 330, € 12,00), un gentiluomo di altri tempi che in una Napoli degli anni ’30, risolve casi polizieschi anche in ambienti in cui la polizia si conosce e si teme. “Di voi non si dice male – commenta il parroco – Si dice che siete misterioso e silenzioso; qualche superstizioso dice pure che portate male, che siete amico del diavolo, ma la povera gente dice che con voi non ci rimette mai un innocente.”

Un amico del diavolo, così lo definiscono, perché lungo le sue solitarie passeggiate, spesso il commissario rivede le vittime di morti violente che gli affidano le ultime parole, spesso decisive nella soluzione delle indagini. Era condannato a vedere le figure dei morti, come se volessero richiamare la sua attenzione, perché sapevano che Ricciardi non sarebbe fuggito di fronte a loro. Poteva fuggire da tutto e da tutti, ma non da se stesso. “I morti parlano ovunque la stessa lingua, ottusamente ripetendo l’ultimo pensiero.” Una pista in più da seguire, con le ultime sibilline parole delle vittime.

Molto gradevoli la lettura e i percorsi investigativi; al contempo, le evanescenti figure delle vittime non intimoriscono il lettore, anzi sostengono la storia senza raccapriccianti particolari. Le ambientazioni di altri tempi corredano le vicende del commissario Ricciardi di dettagli importanti storici e di figure femminili originali che non esitano nel mostrarsi audaci e trasgressive.

Nessun gemello di Montalbano, insomma, ma una nuova vena poliziesca, con il Commissario Ricciardi.

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