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Back Cultura Un Libro per Amico W IL CARNEVALE di Loredana Simonetti

W IL CARNEVALE di Loredana Simonetti

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A Bacco e a Venere la vecchia plebe romana dedicava le feste orgiastiche, per propiziarsi fecondità e abbondanza dei raccolti. Le feste erano mal tollerate dal papato, che le alternava a penitenze, novene e atti di dolore.

La festa in assoluto più sfrenata di Roma era quella del Carnevale e il popolo aspettava con tale ansia quella festa che non ne tollerava la proibizione, neppure per motivi di salute pubblica, come avvenne per una terribile epidemia del colera. Figuriamoci come poté, il popolo romano, vedersi costretto a rinunciare alla tanto agognata festa quando il papa Leone XII morì nei giorni del Carnevale. Il malumore popolare si sfogò ben bene attraverso il celebre sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, “Er Carnovale der 37”, che riporto, in omaggio al nostro grande poeta e scrittore romanesco.

Oggi ar fine per ordine papale
cor protesto e la scusa der collèra
ma ppe un’antra raggione un po’ ppiú vvera
er Governo ha inibbito er carnovale.

Dunque nun c’era d’arifrette ar male
de chi vvenne le mmaschere de scera?
dunque nun c’era da penzà, nnun c’era,
all’abbiti d’affitto, eh sor piviale?

E nnoantri che ffamo li confetti
e ttant’e ttanti che ccampeno un mese
cor trafico de lochi e mmoccoletti?

Ah! cqui, ppe lo scacarcio de sto Santo
senza viggijja né llàmpene accese,
Roma, pe ddio, s’ha d’aridusce un pianto.

La festa del carnevale si è trasformata in un periodo di allegria soprattutto per i bambini e indossare una mascherina è motivo di gioco e divertimento. Le maschere tradizionali, eccezion fatta per Pulcinella e Arlecchino che ancora vivono sul palcoscenico della commedia dell’arte, stanno finendo in un polveroso dimenticatoio, sopraffatte dai personaggi dei cartoni animati più recenti. Peccato, perché la figura bergamasca di Brighella, intrigante bugiardo e scanzonato amico di Arlecchino, ricorda come l’amicizia leale riesca sempre a sorprendere anche nelle più intricate situazioni e l’immagine del bolognese Dott. Balanzone, gran vecchio di nobile presunzione, non nega l’aiuto alle altre maschere che confidano sempre nel suo saggio parere. Che dire, poi, di Stenterello, giovane fiorentino gracile e magro, con un’indiscussa predisposizione alla recitazione di versi e poesie. Ricordo che quando frequentavo le elementari, studiare le maschere di Carnevale era un’occasione preziosa per ripassare la geografia, quando le province di ogni regione italiana bisognava conoscerle a perfezione e ripeterle in ordine alfabetico. Ogni città aveva la sua maschera, così si studiava divertendosi. Vogliamo provare a ricordarle? Ci viene in aiuto il sito www.favolefantasia.com, che oltre a ripercorrere l’Italia e la sua geografia di mascherine, mette a disposizione di grandi e piccini tante storie, filastrocche, disegni e curiosità. Mettiamoci alla prova!

E per finire, un gran finale con la favola “La fuga di Pulcinella” di Gianni Rodari, che potrete ascoltare dalla mia voce, cliccando sull'immagine di Pulcinella.

 

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