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Back Cultura Un Libro per Amico SCRIVERE, UN FIUME IN PIENA di Loredana Simonetti

SCRIVERE, UN FIUME IN PIENA di Loredana Simonetti

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Un bella storia di profonda introspezione, quella di Carla Evani, COME ARIA (Ametista Editrice 2013, pagg. 420, € 14,00)

Margherita aveva quattro fratelli ed erano il sale quando fuori pioveva, una banca che ti fa sempre credito, un porto dove ancorarti, senza avere la barca. Arianna, però, l’amica speciale che chiamava Aria, era la sua immagine riflessa, la figura che avrebbe voluto avere.

Avere Arianna per amica, era sentirsi felice e “quando uno è felice vuole abbracciare l’umanità intera.”. Margherita aveva i genitori attenti alle apparenze, mentre la famiglia di Aria erano persone libere. “Loro si sentivano giovani e giuro che lo erano […] Vecchi si diventa quando ci si sente più grandi dei piccoli e loro si sentivano uno con tutti, indipendentemente dall’età e dal resto; forse per questo erano rimasti giovani.”.

Come sentirsi libera? Margherita ne aveva parlato anche il suo amico sacerdote, Don Domenico: “Nasciamo liberi e sani per essere poi resi schiavi dalla famiglia e dalla società che ci accolgono. Ci soffiano dentro, piano piano, inibizioni e condizionamenti.”. Quanta verità in queste parole e quanto possiamo constatarlo ogni giorno, se abbiamo il coraggio di chiedere alla nostra intelligenza quanto siamo liberi veramente!  Margherita non si sentiva fino in fondo protagonista della sua vita: era il legame con Aria, contorno magico di questa profonda amicizia che la rendeva consapevole della sua storia.

Poi accadde quello che nessuno sospettava: sembrava solo un neo.

Margherita non trova pace per la malattia incurabile della sua amica, che, sorretta dalla fede, solleva domande e trasmette risposte. Nel suo diario Arianna scrive: “Dio non è la causa del male, ma quello che dal male cerca di trarre il maggior bene possibile, quando noi glielo permettiamo: è quello che se si chiude una porta fa aprire un portone.”

Sarà la scrittura ad aiutare Margherita, vera protagonista di questo romanzo, lacerata per quattro anni dalla morte di Arianna: riaprire quella ferita e ricordare la giovinezza trascorsa con lei, si trasforma in un dolore nuovo, dolce come una carezza, un dolore consapevole dell’immortalità della sua amicizia con Arianna. Attraverso la sofferenza Margherita scopre il suo vero talento, unico e inimitabile: la capacità di scrivere come solo lei sa fare.

“Io ho dovuto scrivere, le parole sono venute a cercarmi come un fiume in piena.”

E’ un libro importante, che consiglio anche agli adolescenti, perché attraverso l’esperienza di Margherita possano credere nella propria capacità e rispondere con serenità al talento che è in ciascuno, senza temere di sentirsi inferiori ad altri.

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