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VITA DA PORTINAI di Loredana Simonetti

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Mi chiamo Renée. Ho cinquantaquattro anni. Da ventisette sono la portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interni, suddiviso in otto appartamenti di gran lusso, tutti abitati, tutti enormi.”. Chissà quanti di voi ricordano l’incipit del bellissimo libro “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, la storia della portinaia colta e gelosa della sua cultura. La guardiola del portiere è quel piccolo ambiente con una modesta finestra affacciata sul passaggio di chi abita nel palazzo, spia indiscreta della vita delle famiglie come un occhio di telecamera pronta a registrare pettegolezzi e chiacchiere. La guardiola è stata anche l’ambientazione di numerosi film di Totò, quando il portiere rappresentava quasi un “capo palazzo”, responsabile della piccola manutenzione dello stabile e pronto ad aiutare le persona in difficoltà. Ho avuto occasione di leggere anche un altro libro, in cui la portineria è ancora un luogo familiare e accogliente e ho pensato di segnalarlo. Si tratta di un libro di Erri De Luca, dal titolo "Il giorno prima della felicità".

 

 

Il giorno prima della felicità di Erri De Luca (Feltrinelli, 2009, pagg. 140, € 13,00)

Nella guardiola di un palazzo a Napoli, si svolge la vicenda di un ragazzo, affidato da piccolo alle cure di Don Gaetano, il portinaio. Il ragazzo studia con profitto a scuola, “Sei roba buona”, gli dice Don Gaetano e cresce con la passione della lettura, sotto lo sguardo attento del portinaio. Nel delicato passaggio da adolescente a uomo, quando la consapevolezza di diventare grandi dona una nuova coscienza al ragazzo, Don Gaetano gli rivela le sue origini e il giovane protagonista non è più figlio di un palazzo, ma di una città. “Non ero un orfano di genitori, ma la persona di un popolo.” . La sua dignità, così ricostruita, gli conferisce la crescita e da quel giorno impara a riconoscere il rispetto delle persone che ha attorno e ancora di più l’importanza dell’istruzione.

Scuola e studio sono le principali armi pacifiche, con le quali abbiamo la possibilità di sconfiggere l’ignoranza. Teniamocele da conto, per i nostri figli e per il loro futuro.

“C’era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita che permetteva a uno come d’imparare. […] L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza.”.

 

 

 

 

 

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