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Back Cultura Un Libro per Amico PROVA D’AUTORE: DANIEL PENNAC di Loredana Simonetti

PROVA D’AUTORE: DANIEL PENNAC di Loredana Simonetti

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Con il titolo “Prova d’autore” sottopongo, ai miei lettori, noti scrittori che si sono cimentati con successo anche nella scrittura di favole. Ogni proposta, garantisco, sarà una vera sorpresa!

Chi conosce Daniel Pennac (all’anagrafe Pennacchioni) sa che, nei suoi romanzi, l’ingegno si manifesta senza confini, a cavallo tra personaggi fantastici o trasposizioni della realtà in contesti fantasiosi. Sono celebri le disavventure di Benjamin Malaussène e della sua articolata famiglia, ma forse non tutti sanno che Pennac a scuola era un “somaro” e proprio la figura di questo studente stimola analisi e riflessioni su come dare opportunità di riscatto a chi lo studio proprio non va giù.

Nel suo “Diario di scuola” (Feltrinelli, pagg. 250, €16,00), tra gag ed episodi divertenti ma anche con tenere arrabbiature verso quegli studenti che dicono di non potercela fare, Pennac ci suggerisce un approccio scolastico originale e paziente nel sollecitare passioni e curiosità nuove negli allievi meno portati allo studio.

Ci si chiede come abbia fatto Pennac a uscire dal suo stato “somaresco”, fino a diventare un professore di lettere, anzi, un bravo professore di lettere: la lettura è stata la sua salvezza.

“All’epoca leggere non era l’assurda prodezza di oggi. Considerata una perdita di tempo, ritenuta dannosa per il rendimento scolastico, la lettura dei romanzi ci era proibita durante le ore di studio. Da ciò la mia vocazione di lettore clandestino: romanzi ricoperti come libri di scuola, nascosti ovunque si potesse, letture notturne alla luce di una pila, esoneri da ginnastica, tutto andava bene, purché potessi ritrovarmi solo con un libro. […] Leggendo, mi sono fisicamente collocato in una felicità che dura ancora.”.

Tra le fantasticherie di cui Daniel Pennac è capace, emerge una bellissima favola per ragazzi, “L’occhio del lupo” (Salani Editore, pagg.110, € 10,00). E’ un dialogo paziente e acuto tra un lupo, catturato dagli uomini, ferito ad un occhio e rinchiuso in uno zoo, ed un ragazzo africano che fissa il lupo da dietro la gabbia e che, per una forma di rispetto verso il lupo, chiude un occhio anche lui.

E’ proprio questa delicatezza, che il ragazzo rivolge al lupo, a riaprire un dialogo interrotto da tempo, tra il lupo e gli uomini, eterni cacciatori, sempre alla ricerca di lupi da braccare: un occhio chiuso consente di vedere metà delle cose brutte che esistono.

Ci sono spettacoli, però, che meritano di essere visti con tutti e due gli occhi.

Sarà questa filosofia di vita, che fa bene a tutte le età, a riconciliare il lupo con la vita stessa.

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