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LAUDOMIA BONANNI, una donna della storia di Loredana Simonetti

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Con la ripresa delle scuole, il primo pensiero che mi torna alla mente è quello della mia nonna paterna, Zoe, maestra elementare dall’età di diciannove anni. Nei primi anni del ‘900, l’insegnamento era la professione più indicata per una donna, degna di rispetto e portata avanti con grande sacrificio, perché nonna è stata costretta a trascurare spesso i suoi quattro figli per insegnare in piccoli paesi delle Marche e del Lazio. Un’altra insegnante della scuola elementare, appena più giovane di Zoe, è stata Laudomia Bonanni, fedele relatrice di momenti storici vissuti in prima persona e inconsciamente testimone della rivoluzione femminile.

La sua esperienza di maestra elementare sulle montagne abruzzesi e di consulente del Tribunale Minorile dell’Aquila, le diedero la capacità e la sensibilità innovativa di descrivere i ceti più emarginati della società del suo tempo. Ha dato risalto alla figura della donna, quando il fascismo ancora la riduceva al solo scopo riproduttivo, limitandone la personalità e la spontaneità.

Quando Vittorio De Sica realizzò con grande successo il film “La Ciociara”, tratto dal libro di Alberto Moravia, propose anche alla Bonanni di utilizzare il suo libro “L’imputata” per farne un film, ma il suo carattere, schivo e riservato, le ha impedito di sfruttare socialmente il gran lancio che l’aveva vista protagonista.

I suoi libri ebbero prepotentemente successo e vinsero numerosi premi, tra cui il Premio Bagutta nel 1950 con “Il fosso”, il Premio Viareggio nel 1960 con “L’imputata”, il Premio Campiello nel 1964 con “L’adultera” e fu finalista del Premio Strega nel 1979 con “Il bambino di pietra”.

Ho avuto occasione di leggere anche “La rappresaglia”, pubblicato postumo, ambientato nel tragico clima della resistenza abruzzese; è la drammatica storia di una partigiana, catturata dai fascisti al nono mese di gravidanza e fucilata subito dopo il parto. La vena narrativa dell’autrice esprime con sofferenza e senza pietismi superflui, il dramma della miseria contadina e la capacità di accettare un destino feroce e crudele.

La rappresaglia”, edito in Italia nel 2003 per le edizioni Textus (pp. XXXVIII-140, € 12,50), è stato tradotto negli Stati Uniti, con il titolo “The Reprisal” e pubblicato quest’anno dall’University of Chicago Press, a cura delle docenti Susan Stewart e Sara Teardo dell’Università di Princeton.

Oggi riproporre al pubblico un’autrice come Laudomia Bonanni è difficile, come lo sarebbe per i protagonisti indiscussi della sua epoca quali Moravia, Brancati e Vittorini, scrittori protagonisti di un’epoca difficilissima per il nostro paese. Per questo motivo l’Associazione Internazionale di Cultura Laudomia Bonanni si propone di pubblicare l’intera opera edita e inedita, confidando in un editore interessato alla cultura e alla testimonianza del nostro passato, piuttosto che agli attuali prodotti di moda e alle leggi di mercato. Per chi è interessato, suggerisco di contattare Gianfranco Giustizieri, Presidente dell’Associazione alla mail   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Ricominciamo la scuola… anche noi? Non è mai troppo tardi, diceva il maestro Alberto Manzi!

 

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