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LA FAVOLA DI GOETHE di Loredana Simonetti

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Alla corte degli animali il Volpone, furbo e cortigianesco, riesce, con le sue astuzie e perfidie, a rovesciare il suo straordinario caso di giustizia nel mondo animalesco. Il Re Leone, malgrado le nefandezze indiscutibili compiute, assolve la Volpe e le assegna un posto eminente, giovandosi dei suoi preziosi e truffaldini consigli.

“La fortuna non è dei corbelloni: gli audaci cercano il pericolo e si divertono a superarlo” dice la Volpe.

Ho trovato “Il Romanzo della Volpe”, in una libera riduzione del 1972 di Ettore Allodoli, nella Biblioteca “Peppino Impastato” di Ladispoli, che ho già citato in un articolo precedente.

Il titolo originario è “La Volpe Reneike” ed è stato scritto da W. Goethe nel 1794. Non sapevo che Goethe avesse scritto delle favole; la curiosità ha prevalso su tutto e ho letto questo libro per ragazzi. Incredibile! Pensavo di leggere un articolo della politica italiana dei giorni nostri. Un libro ricco di metafore che rappresentava la situazione politica dei tempi di Goethe, quando la Germania del 1700 aveva un governo assoluto, incapace di costruire uno sviluppo economico ed imprenditoriale, ma che ben si adatta alle corti dei potenti di qualsiasi epoca storica.

Vi consiglio di leggere “tra le righe” il brano seguente, estratto dal romanzo e guardate se non sembra una pagina del quotidiano di oggi, quella in cui non si fa altro che parlare del processo del momento. Meditate, meditate....

 

“Io vedo che tutti mangiano a quattro ganasce: il Leone, l'Orso, il Lupo e tutte le altre bestie più grosse che gli stanno vicine. Ma quando il povero Volpone, affamato, prende una gallina, allora tutti si scagliano contro di lui, lo perseguitano, lo arrestano, lo condannano a morte all'unanimità. […] Si vive in tempi pericolosi e chi si fa pecora il Lupo se lo mangia. Vedo dappertutto orgoglio, desiderio di sopravanzare gli altri, ladrocini, falsi giuramenti, brigantaggi e assassini. Che mondo, che mondo! E su tutto trionfa il Dio Quattrino: coi quattrini si fanno ballare i burattini, non lo sapete?”

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