Thu10212021

Last update04:43:32

Ulti Clocks content
Back Cultura Un Libro per Amico UN SOGNO AMERICANO di Loredana Simonetti

UN SOGNO AMERICANO di Loredana Simonetti

  • PDF

Il grande successo del libro “Le ceneri di Angela”, storia autobiografica di Frank McCourt, da cui è stato tratto l’omonimo film di Alan Parker, descrive la vita “infelice, irlandese e cattolica” della famiglia dell’autore, trascorsa a Limerick, un piccolo paese irlandese. Lo stile di McCourt è asciutto, per niente triste, anzi spesso ilare nel descrivere la sua infanzia drammatica ed è lo stesso modo di scrivere del suo secondo libro, “Che paese, l’America!" (Adelphi pagg. 450 €12,00), quell’America del secondo dopoguerra, ricca di speranze e disponibile per tutti quelli che volevano riconquistare una nuova vita.

Le origini irlandesi di McCourt, come una pesante valigia da portare sempre con sé, lo anticipano in ogni sua esperienza di apprendistato, rendendo sempre più faticoso il cammino verso un’autonomia personale, di cui sentirsi soddisfatti. Senza aver conseguito un titolo di studio superiore, riesce, grazie alla sua passione per la lettura, a laurearsi in letteratura - in America queste cose erano possibili da realizzare - e a insegnare in una scuola professionale, dotata d’insegnanti demotivati e studenti annoiati. Eppure saranno proprio le sue origini irlandesi e le sue radici, alle quali è indissolubilmente ancorato, a risolvere il suo rapporto con gli studenti, trovando in un vecchio armadio della classe, i temi scritti dai parenti dei ragazzi, risalenti agli anni 40.

“I ragazzi si fanno attenti. Sentono nomi noti. Ehi, quello era mio padre, l’hanno ferito in Africa. Oho, quello era mio zio Sal, che l’hanno ammazzato a Guam. […]. Sono decine e decine le famiglie di Staten Island e Brooklyn nominate in questi fogli così friabili che rischiano di sbriciolarsi. E poiché vogliamo salvarli l’unica è copiarli a mano tutti. Nessuno solleva obiezioni. Stiamo salvando il passato prossimo di parenti prossimi.”.

Da questa felice intuizione i ragazzi “annoiati” ritrovano le loro radici, da scavare, da interpretare, da rivivere attraverso emozioni e affetti familiari e il lavoro dell’insegnante McCourt ha una svolta importante.

La risposta personale di McCourt è stata, successivamente di scrivere solo libri autobiografici. La propria storia, quella personale, quella legata alla propria famiglia e alle proprie aspirazioni, è una storia unica e irripetibile e non è scritta su alcun libro scolastico. Lasciarne traccia, anche nel proprio ambito familiare, è un dono generoso per i nostri figli e per i loro figli ed è l’unico modo per tracciare un solco significativo del nostro passaggio. Io penso che ognuno di noi arrivi a un’età, prima o poi, in cui senta il bisogno di rapportarsi con il tempo trascorso e debba rispondere alla forte necessità di fissare i suoi pensieri in qualche modo.

Se anche voi lettori avete avuto richiami di questo tipo, consiglio di stampare la struttura di un albero genealogico (in internet se ne trovano un’infinità, colorati e allegri) e di provare a compilarlo, magari con l’aiuto di figli o nipotini: sarà il primo capitolo della vostra autobiografia!

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna