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OGGI PARLIAMO DI NASI di Loredana Simonetti

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Scrittore realista a sfondo sociale, Nicolaj Gogol’ è una fronda originale della letteratura russa, nonché maestro del grottesco e del fantastico. Tra i suoi racconti più noti ricordo “Il cappotto”, la storia di un mite e modesto impiegato, che viene derubato del suo mantello nuovo e in seguito vendicato del furto dal suo fantasma. E’ significativa la metafora del mantello, sotto il quale cerchiamo conforto e tepore, ma le vicende della vita sono spesso pronte a strapparcelo di dosso, senza troppi complimenti: pare che Dostoevskij dicesse, a tal proposito, “Siamo tutti usciti dal mantello di Gogol’.”

Il racconto cui vorrei dedicare qualche minuto è “Il Naso”, una vicenda “pirotecnica”, in cui un barbiere trova, nel panino che sta mangiando, il naso di un personaggio noto della città e, sentendosi responsabile dell’accaduto, cerca di disfarsene velocemente. Il proprietario del naso, un importante “assessore di collegio”, sprovvisto della sua significativa appendice, lo cerca affannosamente, trovandolo sotto le false spoglie di un “consigliere di stato” affermato, che scarrozza per la città facendosi beffe del suo padrone. Quando riesce ad avvicinarlo, l’assessore tenta di convincerlo a ritornare al suo posto lecito e gli fa educatamente presente che il suo modo di fare non è propriamente quello di un naso che si rispetti, mentre andare in giro senza naso è contrario ad ogni buona regola.

Quando, riacchiappatolo, tenta in tutti i modi di rimetterlo nella posizione naturale, il naso fa “orecchi” da mercante e cade sul tavolo con un rumore di turacciolo. Tutto si ricompone al risveglio dell’assessore che ritrova ogni cosa al suo posto, soddisfatto finalmente, di non rimanere con... un palmo di naso.

Divertente, ironico e scritto con stile vivace, “Il Naso” fa parte di uno di quei personaggi temerari di Gogol’ nei quali temiamo di ritrovarci. E così, tra un sorriso e l’altro, ci viene spontaneo pensare se, rincorrere quel naso, non rappresenti inseguire una nostra aspirazione irrealizzabile.

Anche Gianni Rodari prende spunto dal racconto di Gogol’ per rincorrere un naso. S’intitola “Il naso che scappa” e fa parte del libro "Favole al telefono", quelle che Gianni Rodari raccontava la sera alla sua bambina, quando il lavoro lo portava in giro per l'Italia, lontano dalla sua casa.

E da cosa fugge il naso protagonista della favola “Il naso che scappa”? Non posso anticiparlo, rovinerei la sorpresa finale, ma se siete curiosi, potrete ascoltare la favola registrata dalla mia voce nel social network Freerumble.

Ascolta la favola...

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