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«Oh my Lord!», all’Auditorium il tradizionale festival di canti gospel

«Oh my Lord!», all’Auditorium il tradizionale festival di canti gospel

Da giovedì 22 dicembre al primo gennaio quattro concerti di formazioni statunitensi che mescolano classico e contemporaneo, più un laboratorio di canto. Una forte carica di spiritualità, che non guasta, di questi tempi. E una gioiosa e festosa celebrazione da cui è difficile non lasciarsi coinvolgere. Gospel vuol dire Vangelo. Il racconto di un’umanità calpestata nei suoi diritti fondamentali: gli schiavi affidavano al canto il loro grido di libertà. È diventato nel tempo patrimonio di tutti. Un messaggio universale di pace, fratellanza e speranza. Il festival gospel dell’Auditorium diretto da Mario Ciampà è ormai diventato un classico del Natale a Roma. Da ventun’anni, l’incontro con gruppi appartenenti a diversi stili, perché la tradizione non è né lineare né uniforme.

Quattro gruppi, dà il via The Mount Unity Choir

Questa edizione vede ridursi gli appuntamenti, in sala Sinopoli, ma la programmazione allungarsi. Diverse giornate per ciascuna corale. Formazioni fra le più note degli Stati Uniti. Altra novità, il concerto del primo gennaio. Ad aprire domani la rassegna (replica venerdì) The Mount Unity Choir di Earl Bynum, produttore, autore, insegnante. La compagine è parte integrante della Mount Lebanon Baptist Church, importante chiesa battista della Virginia che svolge numerose attività in campo culturale, sociale e filantropico. La «Mount Lebanon» è considerata l’epicentro della confessione battista in Virginia. La performance è un misto di gospel tradizionale, contemporaneo e arrangiamenti vicini al jazz, sapientemente dosati. E l’immancabile propulsione di energia: cosa sarebbero i gospel senza il corredo di colori, larghe tuniche, battiti di mani e una ritmica possente, affidata a voci e strumentisti.

Bailey e il suo Harlem Gospel Choir

Harlem Gospel Choir di scena il giorno di Natale, alle 18 (repliche a Santo Stefano e il 27, alle 21): fra i più famosi cori d’America, è anche fra i più longevi. Dal 1986, Allen Bailey e la sua formazione, composta dalle più belle voci di Harlem e New York City, girano il mondo condividendo la gioia nella fede e raccogliendo fondi da devolvere in opere di bene. Il coro è stato fondato da Bailey, che ha oltre trent’anni di esperienza nell’industria musicale: ha lavorato con i Commodores, Michael Jackson e Prince. Anche la sua compagine vanta collaborazioni da Andre Rieu, a Diana Ross, Bono, The Chieftains, Simple Minds, Live, Sinead O’Connor e i Gorillaz. Il repertorio comprende gospel tradizionali e contemporanei, jazz e blues.

Joyful Gospel Singers di New Orleans

Joyful Gospel Singers di scena dal 28 al 30 (sempre alle 21), e già dal nome s’intuisce l’atmosfera che si respira ai concerti. New Orleans è la patria del gospel tradizionale che si esprime in energici battiti di mani e vibranti virtuosismi. I Joyful Gospel Singers sono uno dei gruppi più prolifici della zona. La loro missione è diffondere il gospel di New Orleans nel resto del mondo. Originariamente, erano i coristi della band Joyful. Dopo averla accompagnata nei più importanti festival negli Stati Uniti e in Europa durante gli anni 90, raggiungono la notorietà e decidono di fondare i Joyful Gospel Singers. Influenzati dal soul e dal rhythm’n’blues, alternano l’omaggio alla tradizione con nuovi arrangiamenti di classici.

James Hall, premiato con il Grammy

La fine d’anno è per James Hall & Worship & Praise, che si ripeteranno il primo gennaio alle 18. La musica di James Hall, poliedrico artista, produttore e arrangiatore nativo di Brooklyn, accoglie diverse suggestioni, alla ricerca di un equilibrio tra gospel e spiritual, soul e jazz, e il più moderno urban sound. Nel 2010 Hall ha vinto il Grammy Award Gospel, proprio in virtù di quel suo stile sfaccettato. Lo descrivono come molto ironico: il divertimento non manca mai, ai suoi concerti. Una dei modi possibili dell’omaggio a Dio.

Seminario di quattro giorni per imparare il canto gospel

Alle esibizioni si accompagnerà un laboratorio. «Total gospel experience» è il nome del corso tenuto dai Joyful Gospel Singers, dal 27 al 30 dicembre, aperto a tutti. Basta avere una giusta intonazione e una minima conoscenza dell’inglese. Alla fine, per chi vorrà partecipare, è prevista una esibizione serale nella sala Sinopoli. Dallo studio al palcoscenico. Anche questa un’emozione da provare. Cantanti gospel per un giorno.

 

 

 

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