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Donald Trump, Italian Fan Club, Leonardo Zangani, "Io italiano negli USA, voto Trump contro gli interessi partitocratici"

Donald Trump Donald Trump

Leonardo Zangani, imprenditore italo - americano, ha deciso di collaborare e schierarsi apertamente a favore della candidatura a Presidente degli Stati Uniti di Donald Trump. In questo intervento ne spiega le motivazioni. "Vivendo negli Stati Uniti dal 1976, posso affermare in totale sincerità di non aver mai visto questa nazione in una situazione simile all’attuale. La *frustrazione* della gente comune è evidente, e si manifesta nella mancanza di rispetto nei confronti della classe politica che dovrebbe rappresentarla, e che invece usa la posizione raggiunta per ottenere meri vantaggi personali e di fazione.

Per la prima volta negli Usa si respira un’aria simile a quella europea d’oggi, dove il cittadino medio si sente tradito dalla partitocrazia, capace dal suo canto di arrivare a situazioni estreme e intollerabili come in Italia. Difficile non ricordare oggi gli Usa di Jimmy Carter, in cui la situazione debitoria era allucinante e presentava un 22% di interessi bancari da pagare, una Ambasciata USA a Teheran occupata dai rivoluzionari e il disastro della fallita missione di salvataggio. Nonostante questi fallimenti il popolo tuttavia nutriva del profondo rispetto verso Carter, perché anche se incapace politicamente, veniva considerato a tutti gli effetti un leader onesto e genuino, cosa che non accade oggi con gli attuali uomini politici alla ribalta, recepiti come degli incapaci che fanno della carica politica uno stile di vita dissoluto, alle spalle dei contribuenti.

Siamo alle soglie di una nuova *Presa della Bastiglia*, la rabbia e la frustrazione dei cittadini hanno raggiunto un livello non più accettabile, e questo può essere verificato anche con il rafforzamento dei vari movimenti nazionalisti, situazione estendibile ancora una volta al continente europeo. Il fenomeno Trump può ricordare la comparsa sulla scena politica del primo "Berlusconi" in Italia, dove un popolo arrabbiato per i soprusi subiti si ritrovò ad eleggere una persona proveniente dal mondo dell’industria e della produzione, e non un politico di carriera. Una posizione comprensibile e traslabile negli States di oggi, se analizziamo la malagestione economica in corso. Trump non e’ stato eletto dal sistema d’interessi del "GOP", che ha fatto di tutto per fermare la sua marcia vittoriosa, bensì dalla volontà dei votanti che hanno ignorato le direttive provenienti dall’alto e lo hanno spontaneamente appoggiato.

Il voto verso Donald proviene da Republicani, Democratici ed Indipendenti accomunati da un unico desiderio, quello della fine del sistema partitocratico americano, volto a spartirsi interessi interni ed esteri. La politica assurda di Obama sta facendo crollare, assieme all’economia statunitense, la fiducia del cittadino medio. Come possiamo escludere la "Russia" dal dialogo internazionale pretendendo di metterla in un angolo, in un momento nel quale il pericolo del terrorismo assurge ad una importanza forse mai sperimentata prima? Solo un deciso cambio di strategia geopolitica e una alleanza diretta con la Russia possono sconfiggere l’avanzata dell’ISIS e del fondamentalismo islamico. Come si fa ad escludere dalle strategie internazionali la Madre Russia solo perché Putin fa paura ad Obama e ad i suoi amici democratici, che lanciano contro di lui una instancabile* campagna d’odio*, estendendola ai paesi europei?

Come si può confrontare l’esperienza di un Putin, formatosi alla scuola del "KGB", che ha vissuto il pericolo del fanatismo musulmano in Cecenia e negli attentati a Mosca con l’esperienza di Obama, semplice organizzatore di comitati di quartiere a Chicago, città governata dai democratici negli ultimi cento anni e di conseguenza la città oggi più corrotta di tutti gli USA? Ma Obama e i Dem comandano, e gli affiliati europei obbediscono. Si pongono sanzioni economiche contro la Russia rovinando e mandando in "fallimento" decine di coltivatori, produttori agroalimentari ed artigiani che esportavano i loro prodotti nei paesi dell’Est. A questo va aggiunto il controllo delle reti informative e dei mass media che spesso consegnano verità di comodo o pure contraffatte.

Il New York Times ha scritto un articolo sulle *donne maltrattate* da Donald Trump, con le stesse intervistate che si sono trovate a dover smentire tali interviste accusando i giornalisti del Times di avere distorto e falsato le loro dichiarazioni. Siamo ormai arrivati a questi livelli Per invertire questa tendenza degradante e questo circo mediatico su larga scala, allora, ho deciso di finanziare di tasca mia e di gestire un sito, http://italiansfortrumppresident.com con lo scopo di informare il pubblico internazionale con notizie che non vengono riportate e filtrate dalla stampa di regime. E’ ora di invertire la tendenza, partendo da un presidente statunitense più autonomo rispetto alle imposizioni partitocratiche e agli interessi trasversali.

 

Fonte: (di Leonardo Zangani)

 

 

 

 

 

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