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1973, il sequestro di Paul Getty III, la nascita della mafia imprenditrice

Paul Getty III con sua mamma Paul Getty III con sua mamma

Correva il 10 luglio del 1973, era notte fonda, una bella notte con un cielo estivo stellato che rendeva ancora più bella la grande bellezza della Roma antica. A Piazza Navona tanti i giovani figli dei fiori che sognavano l'amore libero e la libertà. Fra questi anche Paul Getty III, che viveva a Roma con la madre, proprietaria di una boutique a Piazza di Spagna. Un giovane che aveva un nome altisonante. Era uno dei quattordici nipoti di Paul Getty I, il magnate del petrolio, l’uomo, nel 1973, più ricco del mondo. Quella notte il giovane Paul Getty III scompare misteriosamente. Da quella notte inizia il sequestro di Paul Getty III che rimarrà nelle mani dei suoi aguzzini per 158 lunghi ed interminabili giorni.

Da quella notte prende il via la stagione dei sequestri. Paul venne rilasciato all'alba del 15 dicembre del 1973 sull’autostrada del Sole all’altezza dello svincolo di Lauria all’esatto confine fra la Calabria e la Basilicata, nella zona del Monte Pollino. Il camionista Antonio Tedesco, che, casualmente, incontrò il giovane Paul nei pressi dell’autostrada nello stesso posto nel quale qualche giorno prima venne consegnato il riscatto, e che accompagnò il giovane presso la locale stazione di polizia, venne intervistato dai cronisti di mezzo mondo.

Paul venne rilasciato in pessime condizioni di salute dopo aver subito la mutilazione di un orecchio che venne spedito l'11 novembre del 1973 in una busta alla redazione romana del Messaggero per dare la prova che il giovane fosse nelle mani dei sequestratori disposti a tutto pur di ottenere il riscatto richiesto direttamente al nonno. La leggenda metropolitana narra anche che la mutilazione dell'orecchio avvenne per mano esperta e che venne effettuata nella zona fra Altomonte e Castrovillari, in Provincia di Cosenza. Il sequestro di Paul Getty III fruttò ben un miliardo e settecento milioni, cifra considerevole considerando che era il 1973.

La leggenda metropolitana narra di un intero quartiere a sud di Bovalino, paese dell’entroterra aspromontano, che gli abitanti del tempo, oggi anziani, ricordano e chiamano ancora “Polghettopoli”. Un intero quartiere, un’intera via le cui abitazioni , si narra, sembra siano state costruite con i proventi del sequestro. E non solo le case ma anche l’acquisto di decine e decine di automezzi pesanti adibiti al trasporto terra, acquistati per partecipare agli appalti e subappalti di importanti lavori pubblici dell'epoca. Il processo per il rapimento si tenne presso il Tribunale di Lagonegro, sede di competenza del luogo dove venne ritrovato Paul Getty III e si concluse, nel suo primo grado, nel luglio del 1976.

Due furono i condannati, due figure minori, Antonio Mancuso, proprietario dell’auto che trasportò materialmente il riscatto e Giuseppe La Manna, guardiano notturno, al quale vennero ritrovate alcune delle banconote facenti parte del riscatto. Vennero assolti per insufficienza di prove i veri boss della ’ndrangheta calabrese. Personaggi del calibro di Girolamo Piromalli detto “Don Mommo” e Saverio Mammoliti detto “Don Saro”, che ne hanno fatto la storia. Quel Don Saro Mammoliti, da molti anni dissociato dall’onorata società. Figura centrale dell’universo ’ndranghetista insieme a Mommo e Peppino Piromalli, Peppino Pesce, Mico Rugolo e Teodoro Crea determinò l’avvio della nuova fase espansiva della ’ndrangheta nel controllo del mercato mondiale degli stupefacenti.

Sempre circondato da belle donne al punto tale di meritarsi il soprannome di “Playboy della ’ndrangheta” ed appassionato di fiammanti auto sportive amava frequentare i night club più in voga nelle roventi notti romane senza disdegnare qualche capatina nei locali milanesi di Francis Turatello. L’ipotesi più accreditata è che il sequestro venne ideato nell’ambito della federazione dei capi che gestiva l’organizzazione nella Piana di Gioia Tauro per la necessità di reperire fondi da investire soprattutto negli appalti per le grandi opere che stavano sopraggiungendo.

Occorrevano centinaia di milioni per compre ruspe, mezzi edili e quant’altro per accaparrarsi i lucrosi appalti anche con la complicità dei colletti bianchi della politica dell’epoca. La ’ndrangheta che, allora per la prima volta , diventa impresa. La 'ndragheta che muove i primi passi per la sua trasformazione in mafia imprenditrice. Paul Getty III è morto a 54 anni il 7 febbraio 2011 dopo tanti anni di immobilismo e sofferenze dovute alle conseguenze di una micidiale overdose di droghe. Rimarrà nella storia il suo sequestro che, nel 1973, segnò l'inizio della trasformazione della 'ndrangheta in una potente holding criminale a livello mondiale.

Gianfranco Bonofiglio

 

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