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Roma, Il 24 giugno alla Sapienza proiezione del film sul Tour #NonCiFermaNessuno. Nel video anche le storie degli studenti dell’Università della Calabria

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Mercoledì 24 giugno, nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sarà proiettato in anteprima nazionale il film di #NonCiFermaNessuno che racconta, con un taglio originale e creativo, il viaggio del tour 2014-2015 nelle Università di 15 città italiane (Roma, Varese, Urbino, Bari, Salerno, Cosenza, Palermo, Siena, L’Aquila, Parma, Milano, Verona, Foggia, Pescara e Napoli) portando sullo schermo le emozioni di una generazione di universitari, il punto di vista dei ragazzi sul mondo che li circonda e sulla possibilità di raggiungere un traguardo ambizioso, le scene più belle girate negli atenei, i sorrisi e le lacrime, le testimonianze di coraggio e i messaggi positivi rivolti da Luca Abete, testimonial del tour, come ad esempio: “Siete voi che dovete costruire il vostro futuro. Eliminate gli alibi. Uniti possiamo realizzare i nostri sogni!”.

La Roma della Grande bellezza, dei riti, della magia, de "Il segno del Comando", sceneggiato televisivo di Rai1 trasmesso nel 1971, la Roma trasteverina

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Correva il 1968, l'anno delle grandi rivoluzione, del cambiamento giovanile, l'anno che ha segnato grandi stravolgimenti e nei vicoli di Trastevere, nelle osterie e nei locali densi di storia e di atmosfere magiche gli sceneggiatori di quello che sarà una delle pietre miliari della storia degli sceneggiati televisivi, "Il segno del Comando" e che verrà trasmesso in Rai sul primo canale nel 1971, evocano e vanno alla ricerca di antichi manoscritti, pittori e poeti ottocenteschi, zingare sibilline e presenze fantasmatiche. E l'inizio dei lavori per uno sceneggiato che rimarrà impresso nella mente di milioni e milioni di italiani che rimarranno incollati e stregati dinanzi al televisore di casa dal 16 maggio 1971 per cinque puntate con una media d'ascolto di ben 15.000.000 di telespettatori.

Alla prima alla Scala con il 'Lohengrin' anche Monti. Fuori le proteste

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Tra le proteste si apre la stagione 2012-2013 del Teatro alla Scala di Milano. Il sipario si alza alle 17: in scena c'è il 'Lohengrin' di Wagner che ha visto un cambio di cast in corsa per il ruolo di Elsa von Brabant, che in origine doveva essere interpretato dal soprano Anja Harteros ("a causa del perdurare di una forma influenzale" è "costretta a rinviare il suo debutto") sostituita da Annette Dasch, soprano che dal 2010 ricopre questo ruolo al Festival wagneriano di Bayreuth. Anche Ann Petersen, che ha cantato per la serata dedicata agli 'under 30', "ha contratto analoga indisposizione". A dare l'annuncio è stato lo stesso Teatro alla Scala, che "ringrazia sentitamente la Signora Dasch, che è giunta nella notte a Milano e con la sua generosa disponibilità ha dato un segno di attaccamento al teatro e di amicizia alla Scala". Protagonisti della prima scaligera il direttore d'orchestra Daniel Barenboim, il regista Claus Guth e il tenore Jonas Kaufmann nel ruolo del protagonista.

X Factor, trionfa Chiara. Per finale sfondato il muro del milione di spettatori

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Finale da record per 'X Factor', che nella finalissima di ieri sera ha sfondato il muro del milione di telespettatori facendo registrare il miglior risultato della stagione per Sky Uno: 1 milione 14 mila spettatori con il 3.67% di share, e una permanenza record del 67%. Picco alle 23.23, durante la proclamazione della vincitrice Chiara, con uno share del 5.23%. Record anche nel numero di voti, che sono stati quasi 12 milioni in questa edizione, di cui 3.809.000 solo per la finale. Un successo anche sul web, con 28 milioni di pagine viste e 300 mila utenti unici settimanali con oltre 1 milione di utenti unici registrati. E grazie all'app X Factor il pubblico ha espresso il gradimento in tempo reale attraverso l'applausometro, con oltre 9 milioni di clap virtuali nella finalissima di ieri, e 85 milioni nell'intera edizione.

Mettere insieme idee e passioni: ecco la formula rock dei Negrita

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Venti anni di musica non sono pochi. Soprattutto per una rock band italiana. Venti anni in cui i Negrita ne hanno viste di tutti i colori, hanno suonato su ogni palcoscenico, hanno conquistato il loro pubblico e anche una buona dose di successo. "Tirare le somme?", ci dice Pau, il cantante, "ci sentiamo molto cambiati, abbiamo fatto cose giuste e alcune le abbiamo toppate, ma è normale. L'importante è esserci ancora".