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Processo Mediaset, Berlusconi: "La Cassazione mi assolverà"

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Il leader del Pdl Silvio Berlusconi torna a ribadire la sua fiducia nella sentenza della Cassazione in merito al processo Mediaset dopo le rassicurazioni sulla tenuta del governo e l'intrapresa via della pacificazione. In un lungo colloquio col 'Giornale' l'ex premier sottolinea: i giudici "non possono non assolvermi perché la mia innocenza è talmente evidente che non possono non vederla". Quindi ricostruisce il caso Mediaset e insiste: "Ho versato 9 miliardi all'Erario e mi sarei messo a trescare loscamente per uno sconto di 7,5 milioni?".

Un evento straordinario “Dopo 10 anni di solitudine”

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A Roma il 22 giugno 2013, dopo lunghi 10 anni, i tre sindacati CGIL, CISL e UIL tornano insieme a manifestare per chiedere al governo, provvedimenti sull’emergenza sociale "L’occupazione e la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione". Oltre 100 mila persone sono arrivate da tutta Italia, con 1400 pulman, tre treni speciali e navi dalla Sardegna. I partecipanti si sono organizzati in due cortei, uno in Piazza della Repubblica e l’altro a Piazzale dei Partigiani, per poi ritrovarsi tutti insieme in Piazza S. Giovanni in Laterano.

Stefano Rodotà, un cosentino illustre nella Città Eterna

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Stefano Rodotà, candidato al Quirinale per il Movimento 5 Stelle, è un personaggio del mondo della politica e della cultura che inorgoglisce la comunità dei calabresi che vivono a Roma. Stefano Rodotà è infatti un calabrese Doc, nato a Cosenza nel 1933 da una famiglia borghese originaria di un piccolo paesino della provincia cosentina, San Benedetto Ullano, che può vantare fra gli avi del XVII e il XVIII secolo, intellettuali e religiosi. Da giovane frequentò il blasonato Liceo Classico, Bernardino Telesio, nel centro storico di Cosenza ed appena finito il liceo si trasferì a Roma dove all'Università "La sapienza", nel 1955 si laureò in Giurisprudenza.

Al Partito Democratico non resta che Massimo D’Alema

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Massimo Cacciari lo aveva detto: "Il Pd è un partito morto, spaccato in due. Inutile tentare di rianimarlo". La quarta votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica ne è la dimostrazione più lampante. Facendo due veloci calcoli si vede come i voti a Prodi, 395, siano inferiori di cento unità rispetto ai votanti del Centrosinistra, 495. E non si possono imputare a Sel i franchi tiratori perché sulla scheda i vendoliani hanno scritto 'R. Prodi', segnando così le loro preferenze. E' la dimostrazione che il Partito Democratico non ha una leadership capace di guidare in maniera compatta i deputati in un voto in Aula.

Fumata nera alla quarta votazione. Prodi ottiene solo 395 voti. E' caos Pd-Sel. Franchi tiratori a sinistra. Vendola: "Voteremo ancora Rodotà"

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20 aprile 2013

Romano Prodi non ce la fa. Si ferma a 395. All'ex premier erano necessarie almeno 504 preferenze. La candidatura di Prodi era stata proposta dal Pd. Il candidato non era condiviso da Berlusconi, che aveva messo il veto sul suo nome. L'ex presidente del Consiglio - per due volte sfidante del Cavaliere alle elezioni - è in questo momento in Mali e dovrebbe rientrare sabato. E' inviato speciale del segretario generale dell'Onu per il Sahel. La quinta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica comincerà domani alle 10.

Con le dimissioni del Governo Monti al via la campagna elettorale, fibrillazione nei partiti in Calabria, Rosy Bindi candidata nella lista del Pd

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Entra nel vivo la campagna elettorale dei partiti e dei movimenti dopo l'ufficializzazione delle dimissioni del Governo Monti e dopo la certezza del voto per il 24 febbraio. Due mesi di tempo per raccogliere le firma, preparare le liste ed organizzare la campagna elettorale per delle elezioni che segneranno certamente grandi cambiamenti considerata la grave situazione economica e sociale del Paese. Mai come oggi è forte il vento dell'antipolitica ed il desiderio di cambiamento. Ed in tanti sperano che il prossimo Parlamento venga rinnovato il più possibile. L'elemento di novità più forte è la presenza del Movimento 5 Stelle con Beppe Grillo che ieri sera a Cosenza nella centralissima Piazza XI settembre nonostante l'orario ed il cattivo tempo è riuscito a riempire la piazza di giovani entusiasti e convinti sostenitori del Movimento che veleggia oltre il 20% e che porterà nei Palazzi Romani oltre 100 parlamentari.

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