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I Palazzi del Potere, spaccatura all'interno del Nuovo Centro Destra di Alfano, Quagliariello lascia ed in tanti potrebbero seguirlo

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La vicenda politica del Nuovo Centro Destra, partito nato dalla scissione di Angelino Alfano da Silvio Berlusconi sembra volgere verso l'epilogo finale. Infatti sembrano giungere i nodi al pettine considerando l'ambiguità di un partito che nel suo stesso nome porta la sua identità di destra ma che è nei fatti sempre più appiattito verso Renzi e la sinistra con un progressivo indebolimento ed una sempre minore considerazione da parte dell'alleato Pd che ha sempre sofferto di tale anomala alleanza. Infatti il coordinatore nazionale del partito di Alfano che ha lasciato l'incarico, Gaetano Quagliariello, rimprovera all'Ncd alfaniano una posizzione eccessivamente a rimorchio del Pd. lo stesso Quagliariello ritiene assolta la funzione dell'Ncd quale partecipe all'approvazione della riforma al Senato ed ha chiesto ad Alfano di lasciare il Governo.

Richiesta ovviamente neanche considerata dallo stesso Alfano che ha sottolineato di "non intrattenere nessuno". Ma Quagliariello potrebbe essere non il solo pronto a lavorare per la creazione di un nuovo gruppo. Dalle voci dei corridoi dei Palazzi romani si apprende che potrebbero seguirlo i senatori Andrea Augello, Nico D’Ascola, Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi e i deputati Eugenia Roccella, Filippo Piccone e Vincenzo Piso e non è detto che a tali nomi non se ne aggiungano altri nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Per il Nuovo Centro Destra si profila quindi una scelta definitiva, divenire una stampella stabile per Renzi aderendo al Pd oppure pertecipare alla ricostruzione di una forte area di centrodestra riconoscendo a Forza Italia un ruolo certamente non marginale.

L'obiettivo di Quagliariello, giurano n molti a Palazzo Madama, è quello di arrivare alla costituzione di un gruppo autonomo di senatori (ne servono almeno dieci) per poi appoggiare all'esterno il Governo Renzi. Potrebbe essere l'inzio di una defezione di un cospicuo numero di senatori che potrebbero impensierire e far ridimensionare la sicumera di Matteo Renzi, convinto di avere al Senato una maggioranza sempre più in crescita. E non sono in pochi a malignare che dietro la scelta di Quagliariello vi sia lo zampino del vecchio leone Berlusconi anche se lo stesso Quagliariello si è affrettato a smentire tale illazione. Ma, in politica, spesso le smentite equivalgono ad una palese conferma. Redazione

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