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Back Cultura Un Libro per Amico C’È UNA SOLA RAZZA, MA NON C’È UN MONDO SOLO di Loredana Simonetti

C’È UNA SOLA RAZZA, MA NON C’È UN MONDO SOLO di Loredana Simonetti

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Un unico urlo, contro le grida delle SS, un unico urlo che valga qualcosa, che valga almeno quanto una persona!

… parliamo pure di sterminio degli ebrei, ma teniamo in conto che tra quegli ebrei c’erano i sinti, i rom, le donne italiane, rumene, spagnole, i bambini russi, polacchi e anche qualche tedesco; tra quegli ebrei c’erano fidanzati, promessi sposi, separati, nubili, gay, suore, preti e prostitute: non tutti erano ebrei tra quegli ebrei.”.

E’ un frammento importante del libro “Il cielo a Mauthausen” di Valentina Corbani, (Parallelo 45 Edizioni, Gennaio 2015, pp.330, €12,00) e sottolinea come l’eccidio del nazismo abbia coinvolto tutta la razza umana. Il libro è una storia romanzata di fatti realmente accaduti, in cui un gruppo di generosi partigiani s’introduce nel campo di Mauthausen, per “mettere una mano sulla testa” di quelle persone deportate e far sentire che qualcuno aveva ancora cura di loro.

Questo era andata a fare Angelica, la protagonista del libro: voleva essere partecipe della povera vita che rimaneva da vivere ai prigionieri e, per non dimenticare, avrebbe in seguito raccontato quello che stava vedendo e vivendo, poichè tutti avrebbero avuto bisogno in futuro non dei libri scritti, ma di quelli ancora da scrivere.

La letteratura avrebbe tirato fuori la testa di Angelica da Mauthausen e il “raccontare” sarebbe stato uguale a vivere, a conservare l’amore per le persone che si amano e a trasformare la morte in vita. Angelica, sotto il grigio cielo di Mauthausen, grigio a causa dei crematori, avrebbe descritto quello che rimaneva della dignità umana discriminata e disprezzata dai nazisti, affinchè tutto quello schifo non venisse mai cancellato. “…quello che decidono i pochi al potere non è vangelo, non è la verità e non c’è una sola verità, ma tante quante sono le realtà e i mondi possibili, e questi mondi possibili te li farà vedere solo la letteratura.”.

Valentina Corbani, giovanissima e coraggiosa scrittrice, propone il suo libro senza rischiare di sovrapporsi alla vasta letteratura disponibile sugli orrori delle deportazioni naziste. Al fianco di Angelica si carica di un doloroso impegno verso se stessa e verso la società, immedesimandosi nella vita straziante che si svolgeva all’interno delle baracche del campo di concentramento fino alle profondità più recondite dell’animo umano. Il libro è molto sofferto e ben rispondente alla necessità di conservare sempre memoria di quella orribile pagina di storia.

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