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IL MONDO SALVATO DAI BAMBINI di Loredana Simonetti

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da www.ugoforno.itQuando si parla di martiri, il pensiero raffigura facilmente uomini adulti, anche perché nella nostra vita rifuggiamo l’idea di un bambino, martire della guerra.

Eppure la nostra storia è ricca di sciami di bambini che corrono eccitati armati di sbarre, bombe e pistole sentendosi dei combattenti. Ugo Forno aveva 12 anni quando insieme a Antonio e Francesco Guidi, Luciano Curzi, Vittorio Seboni e Sandro Fornari è andato a difendere il ponte di ferro sull’Aniene, quello che fiancheggia la via Salaria, all’altezza dell’aeroporto dell’Urbe. I guastatori tedeschi stavano minando il ponte, quando vennero attaccati dai giovani ragazzi, in una spietata e disperata battaglia, in cui il ponte venne salvato, ma i ragazzi feriti e uccisi. Il piccolo Ugo muore colpito da una granata, Francesco Guidi morirà poco dopo in ospedale.  Si resta impietriti, tra la fragilità e l’incantamento dell’impegno civile di queste giovani vite. Ugo Forno è improvvisamente diventato adulto, con la fragilità di un bambino ma con la responsabilità e il senso civico di un uomo coraggioso.

Ugo Forno è stato ricordato in questi giorni, nel settantesimo anniversario del suo sacrificio, dai ragazzi della Scuola Media “Sinopoli”, in Via Mascagni a Roma, e proprio a Ughetto è stato dedicato il giardino in prossimità dell’istituto scolastico. La scuola, con i compagni di classe del suo futuro, partecipava attenta: la pace di cui godiamo da settanta anni è anche grazie ad Ugo. (www.ugoforno.it)

Durante la manifestazione che si svolgeva non solo con la partecipazione dei familiari, ma anche delle istituzioni, mi è tornato in mente un libro di Elsa Morante, una nostra grande scrittrice del ‘900, “Il mondo salvato dai ragazzini”, un libro molto particolare, distante dalla tradizione narrativa italiana: era il 1968, gli anni in cui, in una visione politica, destra e sinistra andavano pescando proseliti, insegnando loro a nutrire l’odio come una passione.

La tua morte è una luce accecante della notte
è una risata oscena nel cielo del mattino.
Io sono condannata al tempo e ai luoghi
finchè lo scandalo si consumi su di me.

Io devo, qui, trescare e patteggiare con la belva
per rubarle il segreto del mio tesoro.
O pudore d’una infanzia uccisa,
perdonami questa indecenza di sopravvivere.

(Il mondo salvato dai ragazzini, da Addio di Elsa Morante  )

Il mondo non deve essere salvato dai bambini, ma sono i bambini che devono essere salvati da questo mondo e dalla violenza. L’impegno è nostro, in prima battuta.

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