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La Roma della Grande bellezza, dei riti, della magia, de "Il segno del Comando", sceneggiato televisivo di Rai1 trasmesso nel 1971, la Roma trasteverina

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Correva il 1968, l'anno delle grandi rivoluzione, del cambiamento giovanile, l'anno che ha segnato grandi stravolgimenti e nei vicoli di Trastevere, nelle osterie e nei locali densi di storia e di atmosfere magiche gli sceneggiatori di quello che sarà una delle pietre miliari della storia degli sceneggiati televisivi, "Il segno del Comando" e che verrà trasmesso in Rai sul primo canale nel 1971, evocano e vanno alla ricerca di antichi manoscritti, pittori e poeti ottocenteschi, zingare sibilline e presenze fantasmatiche. E l'inizio dei lavori per uno sceneggiato che rimarrà impresso nella mente di milioni e milioni di italiani che rimarranno incollati e stregati dinanzi al televisore di casa dal 16 maggio 1971 per cinque puntate con una media d'ascolto di ben 15.000.000 di telespettatori.

Occultismo, esoterismo, reincarnazione e l'alone di magia e mistero sono la formula vincente dello strepitoso successo dello sceneggiato con Ugo Pagliai ed una giovanissima e bellissima Carla Gravina. Ma quello che ancor più affascina sono le atmosfere, le scalinate, i vicoli, i locali della Roma del mistero, della Grande bellezza della Città Eterna, della Caput Mundi. Grande successo anche per la sigla finale dello sceneggiato, la canzone "Cento Campane" resa famosa nella versione del cantautore romano Lando Fiorini. "Cento Campane" è stata scritta negli anni '50 da Fiorenzo Fiorentini per il testo e da Romolo Grano per la musica era cantata inizialmente da Nico Tirone, il cantante del celebre gruppo beat Nico e i Gabbiani.

 

Redazione

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