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Rom tra roghi e occupazioni, Alemanno: "Si rischia di perdere il controllo"Rom tra roghi e occupazioni, Alemanno: "Si rischia di perdere il controllo"

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Continuano le polemiche sulla situazione dei rom romana. Tra i roghi dei container a Castel Romano e l'annuncio di nuovi 'villaggi attrezzati', dopo le dichiarazioni dell'ex vicesindaco Sveva Belviso dei giorni scorsi, l'opposizione è tornata alla carica. A “lanciare l'allarme”, l'ex sindaco Gianni Alemanno che ha trascinato nella polemica, diventata ormai quasi quotidiana, anche la Caritas. “Siamo molto preoccupati per la situazione nei campi nomadi e anche per la scelta pericolosa della Caritas e dell'assessorato che stanno valutando di aprire un campo nella pineta di Castel Fusano per i senza fissa dimora e nomadi attendati nella pineta” ha dichiarato il sindaco secondo cui è una “scelta pericolosissima perché si creerebbe un luogo di insediamento fisso che attirerebbe altre realtà in un luogo pericoloso spesso soggetto agli incendi”.

Alemanno ha poi attaccato il “fenomeno degli spostamenti dai campi autorizzati verso gli ex campi tollerati”. Diversi gli esempi portati dall'ex inquilino di Palazzo Senatorio: “In particolare, per citare alcuni dati, 30 moduli abitativi del campo di Castel Romano, costati 30mila euro ciascuno, sono stati dati alle fiamme, 140 rom dal 20 giugno 2013 a oggi hanno lasciato Castel Romano per spostarsi momentaneamente in un casale vicino a La Martora dove vogliono ritornare”. Infine Alemanno ha ricordato come “il 31 luglio scadrà il contratto con Risorse per Roma che fornisce 79 persone per il monitoraggio e i presidi nei campi. Lancio un appello all'amministrazione perché, se non si rinnova il contratto, 79 persone perderanno il lavoro ma si creerebbe anche una situazione fuori controllo”.

Non si è fatta attendere la risposta di Mons. Enrico Feroci, direttore dell'ente diocesano, che ha corretto le parole di Alemanno: “Non esiste un progetto della Caritas di Roma e del Campidoglio per un campo destinato a nomadi e senzatetto nella pineta di Castel Fusano, a Ostia” ha affermato. “Non pensiamo certo a un campo per nomadi e senzatetto che già vivono abusivamente nella pineta. Diciamo solo che il problema di quelle 20-25 famiglie che ogni tanto vengono sgomberate, ma poi tornano, va risolto” ha rettificato augurandosi l'apertura di un tavolo da parte dell'amministrazione sulla situazione rom romana.

Mons. Feroci ha espresso la sua preoccupazione anche sulla situazione del campo di Castel Romano cercando le cause di quanto sta accadendo nel modo in cui è stato creato e amministrato il campo. “A Castel Romano la passata amministrazione ha concentrato 1200 persone di vari Paesi ed etnie, con la scusa che erano tutti 'nomadi'. Ma non c'è integrazione e senza lavoro e senza mezzi pubblici diventa un'enorme fonte di criminalità” ha affermato ricordando, anche se indirettamente, alla passata amministrazione di avere qualche responsabilità rispetto a quanto sta accadendo nel campo che sorge sulla Pontina.

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