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Sala della Promoteca del Campidoglio, presentato il 9° rapporto annuale sul sitema culturale italiano

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E’ sulla cultura che nasce il nostro Paese, tradizioni e valori che indicano una identità storica, alla quale non si può e non si deve rinunciare.La cultura fonte di ricchezza e libertà, la cultura come diritto acquisito e garantito dall’art.34 della nostra Costituzione. L’Italia invece sprofonda nell’incoscienza. Abbiamo sentito più volte queste parole, pronunciate da Roberto Grossi Presidente di Federculture, che il 1 luglio scorso nella sala della Promoteca del Campidoglio ha presentato il 9° rapporto annuale sul sistema culturale italiano intitolato 'Una strategia per la cultura. Una strategia per il Paese'.

Alla conferenza erano presenti, il neo Sindaco di Roma Ignazio Marino, l’Assessore alla Cultura alla Regione Lidia Ravera e l’assessore del Comune Flavia Barca e i due Ministri, Massimo Bray (Mibac) ed Enrico Giovannini (Lavoro). Paladino di questa battaglia da sempre, Roberto Grossi che questa volta cambia i toni, diventati più aspri, non tollera più i tagli che annualmente investono il settore culturale. Grafici alla mano ha potuto dimostrare che tutto ciò deve assolutamente cambiare e alla svelta, la cultura dice - è sviluppo, lavoro e produzione, la cultura crea ricchezza, ricordando quanto dichiarato di recente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «In Italia, la cultura è una scelta ancora da fare, ma questo è il momento.

Ognuno si prenda la propria responsabilità». Purtroppo però dai 180 mln del 2010 si è passati ai 100 mln nel 2012 e la discesa non si arresta.Il nostro potenziale è notevole, abbiamo 3.609 musei, 46.025 beni architettonici, 12.000 biblioteche, 34.000 luoghi di spettacolo, 47 siti UNESCO, una ricchezza incredibile alle quali però si sottraggono le risorse economiche, nonostante il mercato anche se in crisi abbia dimostrato di sapersela cavare. Le imprese italiane del sistema culturale sono cresciute del 3,3% lo scorso anno e lo stesso vale per l’export culturale cresciuto del 3,4%. Potenziale che razionalizzando e finalizzando gli incentivi sia pubblici che privati potrebbe rendere molto di più, se solo si applicasse la normativa Europa, che prevede la possibilità di utilizzare finanziamenti sia pubblici che privati lasciando spazio a chi il lavoro lo sa fare, del resto esiste un buono e un cattivo pubblico lo stesso vale per i privati.

In Italia il Ministero dei Beni Culturali nasce negli anni 70 basandosi sul sapere. Oggi? Le nostre città, la nostra città si sta svuotando, la nostra forza cultura sta scomparendo, mentre invece è dimostrabile che la cultura come logica di progresso non solo crea ricchezza ma avvicina il cittadino. Concludo citando una frase di una delle artiste più importanti e famose del nostro scenario culturale, la sig.ra Carla Fracci “Un paese senza cultura e arte, senza mezzi per fare cultura e arte, è un paese che non si rinnova, che si ferma e non ha accesso a ciò che succede in paesi più importanti, negandosi così ad un futuro vero, autentico e soprattutto libero”.

Gabriella Facioni

 

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