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Domenica, 16 Dicembre 2018
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Manovra, mercoledì verdetto Ue. Abi: "Uscita da euro una pazzia"

Posted On Lunedì, 19 Novembre 2018 11:35

"La procedura d'infrazione Ue sui conti? Non mi preoccupa" risponde il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ai giornalisti a margine dell' appuntamento in una scuola di Pomigliano d'Arco (Napoli). Sulle riforme ha aggiunto: "Le faremo"'. "Se danneggia l'Italia, come pare, ovviamente non ci sarà il nostro consenso". Lo ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini a chi gli ha chiesto se l'Italia dirà no alla proposta franco-tedesca di bilancio dell'eurozona, a margine di un evento in Regione Lombardia.

"L'uscita dall'euro sarebbe una pazzia e comporterebbe un effetto devastante sul debito pubblico, immaginate i tassi al tempo della lira sul debito, attuale e prospettico". Lo afferma il presidente dell'Abi Antonio Patuelli durante un seminario a Ravenna che sottolinea infatti come sia un segno di maturazione nel paese e nel dibattito politico "che nessuno ne parli più".

Uno spread Btp Bund a "300 punti non è coerente con i fondamentali dell'economia" e occorre ridurlo altrimenti "si avrà un impatto sul patrimonio delle banche, un aumento del costo della raccolta e quindi dei finanziamenti a famiglie e imprese oltre a una loro riduzione" che fino a ora non si è "ancora verificata" grazie anche alle misure Bce. E' quanto afferma l'Abi in un seminario secondo cui ogni 100 punti di spread si erodono, in media, 35 punti base del patrimonio delle banche.

Unione bancaria, riforma del meccanismo europeo di stabilità Esm e nuovo bilancio unico dell'area euro. Ufficialmente sono questi i temi all'ordine del giorno dell'Eurogruppo straordinario convocato oggi a Bruxelles, ma è difficile pensare che alla riunione, o quanto meno a margine dell'incontro, non si parli del caso Italia. La settimana si annuncia infatti decisiva per i rapporti tra Roma e Bruxelles, ma anche tra Roma e gli altri Paesi dell'area euro, dimostratisi finora tutt'altro che comprensivi rispetto alle scelte di bilancio italiane. Mercoledì 21 potrebbe infatti già essere il giorno della verità: la Commissione pubblicherà, come previsto, il suo parere sulla manovra gialloverde ma non si esclude che possa anche richiedere, da subito, l'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per mancato rispetto della regola del debito.

Toccherebbe poi all'Eurogruppo del 3 dicembre affrontare formalmente la questione. I tempi non sono certi, così come non è ancora certo nemmeno l'avvio della procedura, anche se in molti ambienti, in Europa come in Italia, sembra ormai quasi scontato. Il governo giocherà comunque fino all'ultima carta a sua disposizione per cercare di convincere l'Europa della fondatezza delle sue scelte. Il Mef lo ha già fatto nel Rapporto sui fattori rilevanti richiesto e inviato a Bruxelles pochi giorni fa, e il ministro dell'economia, Giovanni Tria, lo farà nella riunione di oggi con gli altri protagonisti europei. Probabilmente lo farà anche il premier, Giuseppe Conte, che punta ad avere un colloquio diretto con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker, nonostante un appuntamento non sia stato ancora stato ufficialmente fissato.

"Quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per gli italiani, quindi io sono convinto che l'Ue ci permetterà di fare quello che è un bene per gli italiani", ha chiarito il vicepremier Matteo Salvini, ribadendo la linea della Lega ma quasi ammorbidendo i toni rispetto al muro contro muro delle ultime settimane e sposando in questo caso la linea dimostrata anche dell'altro vicepresidente del Consiglio. Pur non facendo passi indietro rispetto a quelli che sono considerati i pilastri della manovra, in un'intervista al Corriere della Sera, Di Maio ha infatti auspicato un dialogo con l'Europa, non rinnegando la possibilità di clausole di salvaguardia e di maggiori tagli di spesa per mantenere il deficit entro il tetto previsto.

L'attenzione resta comunque altissima. Incappare nella procedura significherebbe infatti per l'Italia non solo rischiare di pagare sanzioni ma anche incrinare i rapporti con l'Unione europea proprio nel momento in cui Francia e Germania sembrano concordi nel riscrivere le regole dell'Eurobudget. Le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni indicavano un'intesa tra i due Stati per tagliare fuori dalla distribuzione dei fondi i Paesi non rispettosi delle regole, compresa quella sul debito, su cui l'Italia mostra la deviazione più significativa.

Qualsiasi sia il giudizio espresso dalla Commissione mercoledì, la legge di bilancio seguirà intanto probabilmente senza troppe interferenze esterne il suo percorso parlamentare. Malgrado le tensioni interne alla maggioranza, Lega e M5S sembrano determinati in Parlamento a non stravolgere minimamente i capisaldi del provvedimento. Da oggi si valuteranno quindi le ammissibilità degli emendamenti, che la Commissione Bilancio dovrebbe cominciare a votare da mercoledì. Vista la concomitanza dell'esame del decreto fiscale in Senato, è probabile però che l'inizio delle votazioni slitti di qualche giorno.

 

 

 

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